La diagnosi precoce nel tumore dell’ovaio, la necessità di non lasciare solo le pazienti in un fase difficile della vita, il ruolo delle associazioni nella gestione delle cure. Sono stati alcuni degli argomenti al centro del convegno scientifico “Tumori Femminili e Sport: Un calcio al cancro”, tenutosi a Cagliari per iniziativa dell’Associazione “Mai Più Sole Contro il Tumore”, in collaborazione con CITTADINANZATTIVA SARDEGNA, Fondazione Taccia ETS, Fidapa BPW Italy sezione di Cagliari, patrocinato dalla Regione, comune di Cagliari e sostenuto da Fondazione di Sardegna.
Il convegno, il cui responsabile scientifico è stato il professor Antonio Macciò, aveva l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione femminile, sia quella sana, che quella ammalata di tumore ovarico o a rischio di contrarlo. Il tumore ovarico è ancora oggi uno dei cosiddetti big killers tra le neoplasie ginecologiche (30%) e occupa il decimo posto tra tutti i tumori femminili (3%): in Italia ogni anno colpisce oltre 5.200 donne. L’informazione e la conoscenza dei sintomi sono molto importanti perché se il cancro dell’ovaio viene diagnosticato nella fase iniziale, la sopravvivenza ai 5 anni viene raggiunta dal 60% al 90% dei casi. La nuova frontiera è rappresentata dalla scoperta di un gene capace di riparare il Dna, i cui danni sono responsabili del fattore ereditario del tumore ovarico. Attraverso un test si può individuare la mutazione del Brca e quindi intervenire prima ancora che il tumore si manifesti. E’ stato detto, nel corso dei lavori, che se si individua in tempo il fattore di rischio, si può ridurre del 25% la percentuale di insorgenza del tumore.

Tre le sessioni in programma, con interventi di numerosi professionisti del settore. Nella prima si è parlato della chirurgia del tumore ovarico, delle nuove terapie e delle cure, e della preservazione della fertilità. Nella seconda spazio al ruolo della riabilitazione, al movimento e all’esercizio fisico e agli stili di vita, compresa una tavola rotonda con testimonianze toccanti di alcune pazienti iscritte alle Associazioni coinvolte nel progetto. Nella terza e ultima sessione di lavori della genetica e delle prospettive terapeutiche per combattere il carcinoma ovarico.
Sabato 25 Maggio, inoltre, dalle ore 16 al Centro Sportivo Giuseppe Belly (ex Campo Ossigeno), in Viale Cimitero 29 a Cagliari, in scena il secondo momento di “Tumori Femminili e Sport: un calcio al cancro”: il consueto torneo di calcio a 5 femminile che vedrà in campo le squadre composte da pazienti, familiari, operatrici sanitarie e medici. Lo scopo dell’evento sportivo è mettere in luce il gioco di squadra per spiegare che, il paziente, se coadiuvato nel modo migliore dai propri compagni, ovvero medici, familiari e amici può giocare la sua partita col sorriso senza sentirsi malato. Il moto e lo sport influiscono in modo positivo sulla forma fisica e mentale.
La sensibilizzazione della popolazione femminile riguardo la prevenzione è decisiva. Infatti, il tumore dell’ovaio è una malattia molto subdola poiché presenta segni e sintomi aspecifici tale da rendere difficile la diagnosi precoce. La sintomatologia è generalmente rappresentata da: astenia, dolore addominale generalizzato, distensione addominale, aumento graduale e continuo della circonferenza addominale, gonfiore e/o sensazione di pienezza anche dopo un pasto leggero. E ancora, nausea, diarrea o costipazione, perdita o aumento di peso inspiegabili, lombalgia. Tutti sintomi spesso associati a patologie meno gravi, come aumento di peso, indigestione o invecchiamento, e quindi molto spesso sottovalutati.