Il silenzio sull’Olbia e sul suo momentaccio è squarciato da Marco Amelia. Il quale, a prescindere dalle questioni tecniche (sulle quali è ancora aperto il dibattito: quante responsabilità sono imputabili a lui e quante alla dirigenza della società?), che vengono sempre dopo l’aspetto umano, si conferma una persona perbene. E, visto che non c’è stata l’opportunità di salutare Olbia, i suoi sostenitori e chi tiene alle sorti del club, impegnato a venir fuori da una situazione davvero scabrosa, l’allenatore romano manda un messaggio a tutti. “In queste situazioni – sostiene l’ex campione mondiale – credo sia inutile dire qualcosa, ed è anche molto difficile trovare le parole idonee. Anche se per poco tempo, posso dire di aver vissuto una terra meravigliosa, di aver vissuto settimane intense ed impegnative che gratificano comunque la mia professionalità. Consapevole di aver dato e fatto il massimo e a volte anche di più auguro agli Olbiesi e a CHI vuole il bene dell’Olbia che il futuro riservi grandi soddisfazioni. Siamo quello che facciamo, le nostre azioni ci dicono chi siamo.” L’Amelia pensiero va ovviamente interpretato, e dunque alcuni passaggi vanno sottolineati. Per esempio: “Ho dato e fatto il massimo E A VOLTE ANCHE DI PIÙ“. Oppure il passaggio “Auguro a CHI vuole il bene dell’Olbia…” nel quale il maiuscolo non appare casuale.
Insomma, sull’esonero di Amelia resta qualche ombra di mistero, ma cala il sipario su questa tribolata fase storica dell’Olbia calcio, in attesa che arrivino un po’ di buone notizie sul piano dei risultati. Intanto, gli allenamenti proseguono a ritmo continuo con Mario Isoni che lavora, sotto lo sguardo attento e costante di Ninni Corda. Tutti sono concentrati al massimo sulla gara di domenica contro il Monterotondo, ultimo in classifica con i bianchi. I tre punti non debbono sfuggire, come sanno bene i tifosi che stanno per perdere la pazienza e non hanno ancora digerito il fallaccio di Costanzo nella gara contro l’Anzio che ha costretto la squadra a giocare in inferiorità numerica con la conseguenza che ha perso il match, dopo essersi portata in vantaggio con De Chiara.

