Il coro (e la coreografia) dei volontari di Villa Chiara , che l’avevano assistito in maniera esemplare (come sempre accade, del resto), fa voltare tutti e riempie di un mix di gioia e commozione tutto il piazzale della chiesa della Salette guidata da don Gianni Sini, che poco prima, nell’omelìa, gli aveva dedicato un pensiero gentile. Eccoli, in primo piano, i supertifosi dell’Olbia che salutano per l’ultima volta un altro personaggio storico, la cui immagine è rimasta scolpita per decenni in coloro che ogni domenica soffrivano o si esaltavano le sorti dei ragazzi in maglia bianca. Giovanni Asara, 69 anni, conosciuto come Patatina, a distanza di due mesi esatti ha raggiunto Giuseppe Cozzolino, un altro leader dei supporter, tragicamente scomparso in seguito a un incidente stradale. Non stava bene, di recente, Giovanni. Appena poteva, si informava sulle condizioni della squadra per la quale aveva dedicato gran parte della sua esistenza, in migliaia di occasioni. La foto scelta dalla famiglia lo ritrae sorridente con il pollice all’insù e, un poco più sopra, la maglia bianca, quella del cuore. Gli hanno dato l’addio, con un applauso coinvolgente, tutti i “colleghi” della Curvamare, e una rappresentanza di olbiesi un po’ più attempati che non hanno voluto mancare al suo funerale per sottolineare l’affetto sincero nei suoi confronti. Nel volto del fratello Vittorio, un gentiluomo emigrato in Germania, ma fortemente legato alla sua Gallura, era evidente la soddisfazione per la presenza di tanti amici, così come Mario (l’altro fratello maggiore), che da tempo non vive più in città.
(adi)
