“Pronto? Sono un giocatore dell’Olbia, e son qui con un mio compagno di squadra che si è procurato il suo numero. Volevo dirle alcune cose, ma la prego non mettail mio nome… Se mi fa parlare, capirà il perché”. È cominciata così la telefonata poco fa, alla vigilia della partenza della squadra per Vallo della Lucania (Salerno), dove i bianchi domani alle 14 affronteranno la Gelbison. Per più di una ragione, omettiamo alcuni particolari che – se fossero veri – sarebbero molto gravi, per limitarci a riassumere questi elementi: 1) Gli stipendi non sono stati pagati. I giocatori ci speravano soprattutto perché siamo a pochi giorni dal Natale: la loro paura è che questo ritardo si prolunghi troppo. 2) Alcuni elementi della rosa non avrebbero più la possibilità di trascorrere la notte nella solita camera che occupano da qualche mese e non si conosce bene il motivo di questa situazione. Cioè se questo fatto dipenda dal titolare della struttura ricettiva o da altre ragioni che vengono ipotizzate (tipo lavori di manutenzione o robe simili). 3) L’interlocutore telefonico aggiunge una considerazione: “La società ha organizzato una bella festa alcuni giorni fa che sicuramente sarà costata una certa cifra. In quella occasione ci è stato comunicato che il giorno successivo, avremmo ricevuto lo stipendio. Non è stato così, e il fatto ci sembra grave”.