I dipendenti dell’Olbia calcio si fermano. Dicono basta. Oggi aspettavano di essere pagati, ma pare che nessun bonifico sia arrivato. Il loro comunicato lo riportiamo integralmente, perché crediamo non abbia bisogno di alcun commento.

Scriviamo questo comunicato molto a malincuore e mai avremmo voluto farlo. Siamo ragazzi che amano l’Olbia Calcio ma siamo anche suoi dipendenti e viviamo o per meglio dire subiamo fortemente coinvolti le vicende societarie che incalzano giorno per giorno. Lavorare per l’Olbia Calcio per tutti noi non è solo un mestiere ma un orgoglio ed un onore, affrontiamo il nostro lavoro senza curarci mai degli orari, della fatica o di tutte le problematiche che questo comporta. Trascuriamo quotidianamente i nostri impegni personali, leviamo tempo alle nostre famiglie, ai nostri interessi e spendiamo la maggior parte del nostro tempo a occuparci della squadra, delle strutture che gestiamo e dei ragazzi che vestono la maglia bianca che rappresenta la nostra Olbia. Abbiamo compreso la società, le sue problematiche e gli siamo andati incontro totalmente. Nonostante abbiamo vissuto le feste natalizie senza un euro, facendo salti mortali, sacrifici e dovuto spiegare ai figli e ai parenti che questo Natale sarebbe stato un pochino più povero, abbiamo comunque garantito un servizio efficiente e messo nelle condizioni le nostre squadre, i nostri ragazzi e i nostri mister nelle condizioni di scendere in campo, affrontare le trasferte e allenarsi quotidianamente senza disagi. Oggi però avendo le nostre finanze azzerate, stufi delle continue date e promesse che puntualmente vengono disattese dalla proprietà, ci vediamo costretti a fermarci. Tutto noi abbiamo scadenze che si accavallano, bollette, mutui, affitti da pagare e soprattutto cibo da comprare. Non possiamo continuare a spendere soldi che non abbiamo per venire al lavoro, da oltre due mesi siamo costretti ad anticipare dei soldi per lavorare. I dipendenti si fermano. Riprenderemo quando ognuno di noi riceverà i due stipendi arretrati, i bonus promessi ed avremo delle garanzie per il futuro, perché ormai la situazione economica per tutti noi oltre che fonte quotidiana di preoccupazione e malumori è diventata insostenibile”.