Se n’è andato anche lui, Mario Serra, 91 anni, uomo di campo e di mare. Un’istituzione storica per chi ha avuto a che fare con l’Olbia negli ultimi sessant’anni. Una colonna portante per intere generazioni di calciatori, tecnici e sostenitori della squadra bianca. Se n’è andato “Mario il Muto“, il mitico traghettatore, l’uomo che avrà recuperato un milione di palloni finiti nel canale Zozò (spesso melmoso e maleodorante del campo “Bruno Nespoli”), e destinati alla morte sicura. Saliva a bordo del chiattino d’ordinanza, un paio di colpi di remi ed ecco recuperata la magica sfera di cuoio, tutta inzuppata e pesantissima, che aveva superato l’insufficiente recinzione del campo di gioco per colpa di chi non era abituato a dare del tu al pallone. Se n’è andato il Re dei magazzinieri, il forziere blindato di migliaia di segreti e di confidenze raccolte con pazienza, affetto e bonomìa da tutti i giocatori che gli hanno voluto un bene dell’anima e da chi ancora oggi lo ricorda con piacere nonostante manchi da Olbia da una vita. Ascoltava tutti, capiva in anticipo cosa ti passasse per la testa, nonostante non fosse dotato né della parola né dell’udito. Parlava poco e non per colpa sua, ma sapeva farsi ascoltare. Ti leggeva il labiale mentre tu ti rivolgevi a lui per un semplice saluto (che ricambiava con sincero affetto e un sorriso grande così) oppure quando l’esercito di calciatori (e allenatori) passati da queste parti gli chiedevano qualcosa, prima, durante e dopo gli allenamenti. Per decenni l’Olbia, intesa come squadra, non aveva senso senza di lui. E quando ha dovuto lasciare per raggiunti limiti di età, il livello di commozione ha raggiunto vette immense. Calcio a parte, Mario il Muto ha fatto parlare molto e bene di sé per le sue straordinarie qualità di pescatore. Le orate e le spigole, che per molti decenni hanno frequentato le acque interne del golfo, a pochi passi dai vivai delle cozze, avevano il terrore di Mario. Lui s’immergeva, appoggiandosi con una mano alle palizzate conficcate nel suolo e aspettava con santa pazienza e tanto fiato in corpo il loro passaggio per catturarne quantità industriali. Buon vento, Mario, uomo di campo e di mare. Ritroverai lassù i moltissimi amici ritratti nella foto con te, durante una festa dell’Olbia.

(Domani, 10,30, chiesa della Salette, lo accompagneranno sicuramente in tanti per il suo ultimo viaggio e abbracceranno le figlie Barbara e Tiziana e i nipoti Alessandro, Eleonora, Riccardo, Alessia e Gabriele).