Oggi, giusto per ammazzare il tempo, un gruppo di buontemponi mi ha chiesto di pubblicare qualcosa su Nino Deiana “Cannone“, sperando magari nel ricordo di un suo pesce d’Aprile. Frugando nella memoria, non mi è venuto in mente nulla di simpatico che valesse la pena di essere riferito, per cui credevo che la cosa finisse lì. Invece, gli stessi buontemponi hanno chiesto quale fosse la battuta più divertente dell’indimenticabile personaggio di cui Olbia sente davvero la mancanza per la sua straordinaria capacità di trovare la battuta giusta nel momento giusto, senza pensarci troppo. Chi ha questa dote, è un piccolo genio della comicità naturale. Tutto è soggettivo se si tratta di compiere una scelta tra le migliaia di aneddoti che lo riguardano. Io faccio la mia, sapendo che forse ne esistono molte altre degne di rilievo: però a me questa fa veramente ridere, anche a distanza di molti anni.
La scena si svolge a Olbia, in occasione di una riunione pugilistica con atleti provenienti da tutte le parti della Sardegna. Tra i vari partecipanti, ce n’è uno di Olbia, molto volenteroso, che deve incrociare i guantoni con un avversario decisamente più prestante di lui sul piani fisico, tra l’altro molto più esperto e reduce da tanti incontri vinti. Dopo tre o quattro round, il campioncino di casa si rivolge proprio a Nino Deiana, un suo estimatore. “Ziu Nì, comente so andende?” (Zio Nì, come sto andando?). Risposta fulminea: “Si lu occhis, pareggiasa”. (Se lo ammazzi, pareggi).
Che dire? Straordinario.

