Non alzano le barricate, né contestano la scelta di trovare spazi comodi per gli studenti universitari, ma i canottieri di Olbia pongono una questione: “Dove possiamo andare ora, dopo che non ci è stata rinnovata la concessione della nostra sede?”. Il loro è un racconto dettato dalla enorme passione per il mare e dall’esigenza di non dover rinunciare a un’attività formativa a favore di giovanissimi e di adulti, oltre che ai portatori di handicap. “La nostra – sostengono – è una realtà che esiste a Olbia dal 1984, prima come Associazione Canottieri O84 e dal 2009 come circolo Canottieri Olbia. Dal 2011 siamo affiliati alla federazione italiana canottaggio e la nostra realtà è più viva che mai, con la presenza di ragazzi a partire dai 6 anni d”età fino ad arrivare agli atleti master (over 40) ed anche ragazzi e ragazze portatori di handicap. Come tutte le associazioni sportive il valore sociale del circolo è di estrema importanza, anche e soprattutto in una città di mare come Olbia che ha bisogno di attività come la nostra per viverlo veramente. La nostra sede è al momento situato negli stabili dell’ex Sep (Servizio escavazione porti) in via dei Lidi, vicino alla marina di Tilibbas. A oggi è proprio questo il tema che più di altri suscita incertezza e preoccupazione in quanto non è stata rinnovata la concessione e ci è stato chiesto di trovare un’altra sede. La questione non è di semplice risoluzione: è evidente che un attività come la nostra ha bisogno di spazi adiacenti il mare, spazi che ad oggi sono di difficile reperimento. Noi abbiamo tante proposte per far sì che si possa coesistere in quest’area, non sentendoci in più ma, al contrario, potendo rappresentare un valore aggiunto a questo spazio che verrà dedicato all’università. Siamo più che contenti dell’arrivo dell‘Uni Olbia, una città come la nostra merita di avere un università dedicata al mare, crediamo che meriti anche di avere un Circolo Canottieri e, perché no, una vera e propria area sportiva dedicata agli sport che dal mare trovano la propria ragion d’essere”. Domanda, rivolta all’amministrazione comunale: sarà così difficile e complicato promuovere un incontro per poter valutare assieme anche le proposte che giungono dallo stesso Circolo Canottieri?