Nessuna domanda, vostro onore. Già, sembrava di assistere a un film americano ambientato in un’aula di giustizia nella quale le schermaglie dialettiche tra accusa e difesa diventano uno degli aspetti più attrattivi della pellicola. L’aula c’era anche questo pomeriggio, e non era un’aula di giustizia, ma somigliava molto a un’allegra riunione tra amici (!) dove la parola d’ordine era: “volemose bene“. Una seduta lampo, insomma. Nessuno si è sognato di interloquire su un argomento vitale per la mobilità cittadina e per la sicurezza di Olbia. Neanche uno straccio di dibattito. Chi aveva previsto il contrario (compreso il sottoscritto), deve farsi curare e dedicarsi alla coltivazione dei carciofi, anziché occuparsi di politica un tanto al chilo. Non c’è stato alcuno show da parte del sindaco Settimo Nizzi. In pochissimi minuti, il primo cittadino ha riassunto i termini della questione: demolizione del cavalcaferrovia del quadrivio via dei Lidi, via D’Annunzio, via Galvani e viale Aldo Moro, costruzione di una maxi rotatoria dalle parti di via Canova, collegamento della zona industriale con viale Aldo Moro nei pressi di un noto albergo, a Tilibbas, una serie di opere per la razionalizzazione del traffico. Votazione finale: maggioranza a favore (più i civici Diego Sanciu, Davide Bacciu e Paola Tournier), cinque contrari (il gruppo Pd), un astenuto (Alfideo Farina del M5S). Poi, è suonato il silenzio senza che si sia capito chi fosse il trombettiere.

L’unico intervento è stato quello del pentastellato Farina che ha colto l’occasione per toccare l’argomento Provincia e, nel porgere gli auguri al futuro presidente Nizzi e ai due consiglieri in pectore Michele Fiori e Maria Antonietta Cossu, ha sottilmente polemizzato con il resto della minoranza di cui fa parte, con particolare riferimento al Pd. “Avrei preferito – ha osservato Farina – che per le elezioni provinciali (secondo la bizzarra legge Delrio) si potesse votare per una lista di maggioranza e una di minoranza. Non sarà così e ne prendo atto”. Alfideo Farina non ama le risse verbali ma in pratica ha segnalato di non essere stato coinvolto nella decisione di formare un’unica lista a sostegno dell’unico candidato Settimo Nizzi. Di qui il voto d’astensione, anche per distinguersi dal resto della truppa con la quale è (quasi) sempre andato d’accordo. Ma lui, e anche il consigliere regionale Roberto Li Gioi, dell’inciucio non sapevano proprio nulla.

Bisogna prendere atto che il mondo è davvero cambiato. Anche il processo democratico ha subìto un mutamento epocale, almeno a Olbia. Un comune cittadino-elettore che – per esempio – avesse voluto capire il motivo del voto contrario dei cinque Dem è stato privato di questo diritto e di questa possibilità. Si sapeva, sempre ad esempio, dell’intenzione di acquisire chiarimenti sul progetto e magari di proporre osservazioni, ma questo elemento non è emerso. Si sapeva che elementi del partito avevano sommessamente protestato per la mancata visione del progetto ma in aula non è stato eccepito alcunché. Tanto valeva, a quel punto, che il Pd votasse a favore, visto che non ha sentito la necessità di spiegare qual è la ragione della bocciatura. Per certi versi, è una rivoluzione copernicana applicata alla politica, ma questo oggi passa il convento. Eppoi ci si chiede il motivo per cui la gente non va più a votare.
Paradossalmente, c’è stato più spazio nei saluti di benvenuto rivolti a Mimmino Sciretti, che ha preso il posto del dimissionario Rino Piccinnu. In molti, a partire dal sindaco, hanno preso la parola per salutare quest’uomo, esperto di sport e sanità, che ha aderito al gruppo del Pd e terrà compagnia a Ivana Russu, Gianluca Corda, Maddalena Corda, Mariangela Marchio e Antonio Loriga (oggi assente giustificato) e che desidera mettere a disposizione dell’assemblea le sue competenze. Buona fortuna.


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