Stamattina il consigliere comunale del Pd Gianluca Corda, nel suo profilo Fb, ha spiegato la ragione per la quale lui e il gruppo del Pd ieri hanno deciso di tacere (dopo aver votato contro) su uno degli argomenti più rilevanti della legislatura come la grande rotatoria, e la demolizione del cavalcaferrovia, tre le vie D’Annunzio-Aldo Moro-Galvani e Dei Lidi. Le considerazioni di Corda meritano attenzione e vanno rispettate, ma, come qualcuno potrà verificare (se ne ha voglia), non sono condivisibili da parte di chi dirige questo spazio. Ma questo conta poco. L’importante è sottolineare che – come già accaduto ieri – le regole e la prassi della politica sono radicalmente cambiate, al punto che si vorrebbe far credere che la via del silenzio è preferibile a quella della parola. Soprattutto quando c’è di mezzo la sicurezza e il miglioramento della qualità della vita di una comunità. Ecco comunque il pensiero di Corda.

È capitato che, per la prima volta nei quattro anni di questa consiliatura, abbia deciso di non intervenire, nonostante la discussione riguardasse un punto molto importante. Con me, anche qualche collega di minoranza. Ci sono giornate nelle quali, per vari motivi, si resta in silenzio. E il silenzio, spesso, come ieri, fa più rumore di tante parole, oppure crea il clima giusto per farsi sentire meglio. Ed è per questo che oggi è giusto scrivere qualcosa.

Non vi è e non ci sarà mai alcun timore reverenziale da parte mia nei confronti dell’attuale amministrazione cittadina. Chi pensa che il recente accordo con la maggioranza di centro destra e il percorso della lista comune possano determinarlo sbaglia. (Lo scrivo perché ho letto questo). A tal proposito, ho la fortuna di appartenere a un partito plurale e democratico, dove il dibattito – anche quando non tutte le voci parlano la stessa lingua – è rispettato. Il mio partito sa bene come la penso, e verrà il tempo in cui lo saprà anche la città.

Il sindaco e la giunta comunale di Olbia

Ritornando a ieri, ho voluto far capire ancora meglio ciò che da anni accade nel Consiglio comunale di Olbia, che dovrebbe essere il luogo più alto della politica cittadina. Al di là dei due o tre interventi di alcuni di noi consiglieri di minoranza, regna ormai da tempo il silenzio più assoluto. E forse lo sconforto. La maggioranza, forse, decide tutto prima delle sedute. L’aula è diventata un mero ratificatore di decisioni prese da pochi, forse pochissimi, forse uno solo. Una situazione svilente per tutti: penso e spero anche per assessori e consiglieri di maggioranza. Non certo per chi, tra noi in minoranza, ha sempre condannato un’aula trasformata in un luogo di alzatori silenziosi di mano. Quanto al punto discusso ieri, già nel mese di maggio – come consiglieri e come Partito Democratico – avevamo presentato un’osservazione alla Regione Sardegna, chiedendo in particolare di includere tutte le opere previste nell’intervento nelle procedure di V.I.A., al fine di valutarne l’intero impatto. Eppure, un’opera così importante è stata presentata in pochi minuti dal sindaco. Nessuna commissione consiliare convocata. La commissione Lavori pubblici non si riunisce da tempo, nonostante le tante opere in corso in città. Nessun intervento di un tecnico, né di un assessore. Nessuna slide. Nessun riferimento a una casa di cittadini olbiesi abbattuta, né ai beni archeologici presenti. Il nulla. Ecco perché ho scelto il silenzio: perché facesse più rumore.

Maddalena Corda e Ivana Russu del Pd

La mobilità in città è un vero disastro. I cittadini sono “sequestrati” da mesi nei loro quartieri. La rotatoria di Poltu Quadu non funziona; quella nuova di via Roma è troppo piccola: già diversi autobus vi si sono incastrati. Gli studenti arrivano in ritardo nelle sedi perché gli autobus extraurbani non possono più attraversare via Redipuglia, troppo stretta: si fermano al Nespoli, costringendo i ragazzi a percorrere più strada a piedi e a perdere le coincidenze con l’Aspo. I marciapiedi sempre più larghi dove non serve, a restringere le strade e togliere i pochi parcheggi ai residenti. Marciapiedi inesistenti dove invece servirebbero, soprattutto in tanti quartieri di periferia, sempre più di serie “B” per i sevizi rispetto al centro città. Le file dalla zona industriale – dove ci sono anche le scuole, e sapete bene cosa penso – sono infinite. I parcheggi in città inesistenti. E tanto, tanto altro di cui nessuno ha voglia di parlare. Perché dopo un po’ si rischia l’apatia più totale del dibattito politico. Ecco cosa avrei detto ieri in aula, prima di scegliere il silenzio.

In ogni caso, chiedo scusa ai cittadini olbiesi. Assicuro che questa scelta è stata occasionale: dalla prossima seduta sarò in aula per onorare il compito che tanti di voi mi hanno affidato, con forza e senza sconti. Come sempre, al di là di percorsi unitari o di altre supposizioni – legittime – che ho letto nelle ultime ore.

Le “scuse” di Gianluca Corda

Dato a Cesare quel che è di Cesare, cioè a Corda quel che è di Corda, con tutta la stima per il suo percorso politico e il suo enorme valore professionale come uomo di scuola, il suo tentativo di convincere il sottoscritto (ma fortunatamente non solo lui) che il “silenzio è d’oro” non è riuscito. Tant’è vero che lui stesso – forse pentito per aver taciuto -, una volta passata “a nuttata“, ha sentito la necessità di rendere pubblico il suo pensiero, chiedendo persino “scusa agli olbiesi”. Con colpevole ritardo si è reso conto che il suo silenzio e quello dei compagni del Pd, non è stato per niente assordante. Il consigliere ricorda che a maggio il suo partito intervenne per segnalare ritardi e omissioni sul progetto e sottolinea che dell’importante intervento dal notevole impatto sul territorio non si è mai occupata la commissione Lavori pubblici. Eppoi fa presente una serie di critiche rivolte alla maggioranza spesso silente, e al ruolo del suo capo indiscusso e temuto. Ma davvero, Gianluca Corda crede che il cittadino comune abbia memoria delle criticità sollevate a suo tempo dal suo partito? Crede davvero che la gente comune – zia Ricchedda, o, come si impara nei manuali per l’esame di Stato per diventare giornalisti – la “casalinga di Voghera” apprezzi e valuti nel suo profondo significato la scelta di stare zitti di fronte a un provvedimento e a un’opera importante per Olbia che comunque cambierà (si spera in meglio) la vita dei cittadini? Crede davvero che i suoi (tanti) elettori siano stati rispettati e abbiano capito la sua scelta? Crede davvero che i suoi amatissimi alunni (ammesso che qualcuno di loro s’interessi di politica) non pensino che sarebbe stato pià opportuno esternare pubblicamente, nella massima assise cittadina, il proprio pensiero? Il sottoscritto non pensa che la decisione del silenzio equivalga a una manifestazione di scarso coraggio. Si tratta, molto più semplicemente, di una decisione sbagliata, sotto tutti i punti di vista. Paradossalmente, sarebbe stato più logico se quel silenzio avesse rappresentato l’espressoone di un voto a favore e non di un “no” sussurrato a bassa voce, sperando nel gesto nobile, diventato un gesto incomprensibile. (a.di.)