“Siamo delle persone, oltre che calciatori. Hanno calpestato la nostra dignità, ci hanno preso per il c… Siamo stati abbandonati, non avendo nessun interlocutore con cui confrontarci”. Un altro sciopero, questa volta condito da frasi davvero toccanti, per dire basta. I giocatori dell’Olbia, ma anche i dipendenti, i magazzinieri, compreso il tecnico Antonio Maurizio Carafa, hanno convocato su due piedi una conferenza stampa per denunciare una situazione “insostenibile”. Niente allenamento oggi, “nessuna seduta – ha spiegato il capitano Daniele Ragatzu – fino a quando non sapremo qualcosa di certo, dopo tante promesse non mantenute”. Il loro sfogo somiglia molto a un fiume in piena. “Da oggi – raccontano – molti compagni di squadra non sanno dove andranno a dormire. Le persone che generosamente, grazie al Comitato che ringraziamo per quanto fatto fino a oggi, hanno messo a disposizione alcuni alloggi, li hanno invitati a lasciare gli appartamenti. Abbiamo fatto sacrifici indicibili: docce fredde, situazione logistica precaria, assoluta mancanza di chiarezza”. Rabbia e delusione si mescolano nelle parole di tutti i ragazzi. “Siamo attaccati a questa maglia – ribadisce Romolo Putzu, olbiese doc -, onoriamo lo scudetto cucito addosso alla maglia ma anche al cuore: nessuno di noi vuole lasciare Olbia e l’Olbia, ma è proprio una questione di dignità”.
A parte i disagi lamentati, c’è anche da osservare che questa situazione non può durare all’infinito perché le scadenze incombono. Entro il 31 gennaio infatti vanno depositate le liberatorie (cioè l’attestazione del pagamento delle spettanze arretrate), altrimenti scatterà automaticamente la penalizzazione di un punto per ogni mensilità non pagata. “È come se il nostro campionato finisse il 2 febbraio – segnalano ancora i calciatori -, rischiamo seriamente di non poter proseguire a svolgere il nostro lavoro. E sì, perché anche noi siamo lavoratori”.
A occhio e croce, considerando che le spese mensili ammontano a circa 80mila euro, e che c’è anche un arretrato del mese di giugno (bonus e premi vari) pari a 150mila euro, i nuovi proprietari dell’Olbia dovranno tirar fuori circa 400mila euro, salvo poi intervenire sul mercato per rafforzare la squadra e assumere un altro allenatore. In questo senso, notizie ufficiali non ce ne sono, ma indiscrezioni di chi in genere è ben informato rivelano che domani o dopo potrebbe essere diramato un comunicato ufficiale nel quale si annuncerebbe la conclusione di un’altra trattativa con il gruppo che farebbe capo all’imprenditore cagliaritano Roberto Felleca, che si avvarrebbe anche dell’apporto di Ninni Corda, già consulente dell’Olbia calcio. Secondo un’altra scuola di pensiero, ci sarebbe anche un’altra cordata pronta a avviare una trattativa. Ma di tempo ce n’è veramente poco. Lo spettro del fallimento è dietro l’angolo.

