Un lettore ci invia una domanda secca via mail: “Ma a Olbia, quando si vota per il nuovo sindaco e per rinnovare il consiglio comunale?” Eccolo accontentato.
Le prossime elezioni amministrative a Olbia sono attese in primavera 2027 per il rinnovo di Sindaco e Consiglio comunale, perché l’ultimo turno si è svolto nell’ottobre 2021 (10 e 11) e, secondo la normativa italiana, il mandato quinquennale scade nel secondo semestre 2026: di conseguenza la tornata ordinaria viene spostata nella primavera successiva alla scadenza.
- Le elezioni ordinariamente nel 2025 si sono tenute in Sardegna l’8 e 9 giugno 2025 per quei comuni che dovevano rinnovare gli organi nel corso dell’anno.
- Tuttavia Olbia non ha votato in quella tornata del 2025, perché il suo mandato quinquennale (elezioni autunnali 2021) scade nel secondo semestre 2026.
- Per i Comuni con mandati in scadenza in quel periodo, la legge prevede il rinvio delle elezioni alla primavera dell’anno successivo (qui, primavera 2027.
La data esatta verrà fissata con decreto di convocazione dei comizi elettorali, che di norma definisce il giorno di voto (una domenica e il lunedì successivo) entro il periodo tra aprile e giugno 2027.

Fin qui le informazioni di base. A ben pensarci, la data non è lontanissima. E lo sanno bene quelli che da mesi (per non dire da anni) si stanno preparando a partecipare, da candidati, all’attesissima competizione che porrà fine al… ventennio di Settimo Nizzi, che comunque non crediamo sia destinato a un futuro da pensionato che va a visitare i cantieri o da coltivatore di pomodori. Nizzi si è fiondato al governo della città una prima volta dal 1997 al 2007, quindi è stato rieletto (dopo aver incassato la sconfitta dal suo ex pupillo Ganni Giovannelli, che ha governato dal 2007 al 2011) nel 2016 (cinque anni) contro Carlo Careddu, e nel 2021 contro Augusto Navone, tutt’e due espressione del Pd. L’attuale legislatura finirà nel 2027 e un altro quinquennio andrà ad aggiungersi ai precedenti. Un record assoluto di longevità politica per il sindaco di una delle maggiori città della Sardegna (la quarta), che tra l’altro – giusto per non farsi mancare niente, essendo anche stato consigliere regionale e deputato, sempre con la maglietta di Forza Italia – è anche presidente della Provincia del Nord Est (incarico che dovrà lasciare alla fine del suo mandato amministrativo).

Sono davvero in molti (e non solo tra gli addetti ai lavori) a chiedersi l’identità del (potenziale) successore di questo politico scaltro e “decisionista” (ma questo è un eufemismo) che punta a mantenere comunque il controllo di Olbia, potendo contare sulla benevolenza della presidente della Regione Alessandra Todde (rapporti eccellenti, tra di loro) dal colore politico differente, e sull’assenza (salvo piccolissime eccezioni) di forze politiche che esercitino la loro funzione democratica di “controllori” del potere. Ci sarebbe da interrogarsi se e in quale modo i suoi oppositori (si fa per dire) si stanno attrezzando per far fronte alla riproposizione di un esponente del centrodestra che appunto goda della fiducia e del sostegno del sindaco in carica. Ma sul centrosinistra, avremo modo di tornare a breve con un altro articolo.

Per rinfrescare la memoria, i competitor sono, in stretto ordine alfabetico: l’assessore Marco Balata, che comunque, concerti a parte, deve spiegare bene qual è il suo rapporto con il sindaco di Golfo Aranci Giuseppe Fasolino, uno dei dirigenti regionali di maggior spicco dei Riformatori dopo una lunga militanza in Forza Italia (in un’intervista però Balata dichiarò che se Nizzi non fosse stato candidato, lui non avrebbe corso per prendere il suo posto, ma in politica mai dire mai); c’è poi Pietro Carzedda (amico d’infanzia di Balata), che punta senza nasconderlo a occupare la poltrona più importante della città (e non solo della città), la stessa sulla quale si è seduto a lungo il compianto genitore Peppino Carzedda, democristiano doc; il consigliere regionale Angelo Cocciu, che, di recente, dopo un periodo caratterizzato da una certa freddezza, si è fortemente riposizionato e non perde occasione di lodare il capo dell’amministrazione; Bastianino Monni, anche lui, coltiva la speranza di essere prescelto come “il più bello del reame“. Dopo un breve periodo burrascoso, l’attuale assessore all’Urbanistica non ha impiegato molto a siglare la pace con il “capo” e oggi si distingue molto nella sua difesa a oltranza; per ultima, ma solo perché il suo cognome comincia con la S, c’è Sabrina Serra, vicesindaca dal sorriso smagliante, presenzialista e attivissima come le viene riconosciuto dagli avversari (ripetiamo: ma chi sono gli avversari?). In fondo in fondo, la Serra spera davvero che la scelta ricada su di lei per mille ragioni e sta lavorando molto per organizzare la macchina del consenso. Una chance in più potrebbe averla visto che a Olbia non c’è mai stato un sindaco donna, né (se non andiamo errati) una candidata. Superare l’esame al microscopio dell’esigentissimo Nizzi sarà un’impresa ardua, fermo restando che l’attuale dominus indiscusso della coalizione ha già annunciato pubblicamente di aver già individuato quello che vorrebbe che fosse il suo erede (“al momento giusto lo diremo e lo proporremo alla coalizione”). Domande in libera uscita. E se non fosse nessuno di questi? E se fosse un’altra donna? O se fosse un outisider? Lo scopriremo solo vivendo.


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