Anche io, come molti concittadini, mi appassiono al toto sindaco, perché ovviamente molte delle cose che mi riguardano da vicino dipendono dall’amministrazione cittadina. La gestione dei rifiuti, delle reti di smaltimento delle acque, il controllo dei canali, strade e marciapiedi, trasporti cittadini, tutto dipende dal primo cittadino, senza contare che, essendo Olbia una dei centri più importanti dell’isola, il nostro sindaco può far sentire la sua voce anche a livello regionale, su questioni che condizionano la nostra vita, prime fra tutti, sanità e trasporti.
Ma cosa cerchiamo in un sindaco? Sicuramente professionalità, competenze amministrative, onestà, capacità di recepire i nostri bisogni, ma ciò non basta a orientare le nostre scelte elettorali. Noi vorremmo anche sapere che programmi hanno, come intendono risolvere le mille problematiche di una città complessa come la nostra.
Certo abbiamo imparato a conoscere Settimo Nizzi, sappiamo come la pensa e possiamo giudicarlo dai suoi comportamenti concreti, molti apprezzano il suo decisionismo, altri criticano la sua riluttanza al dialogo; ai posteri l’ardua sentenza. Ma come facciamo a sapere dove ci andremo a infilare la prossima volta? Sentiamo pronunciare, talvolta sussurrare, mille nomi nel centrodestra e un po’ meno nel centrosinistra; molti li conosciamo anche perché hanno avuto in passato altri incarichi istituzionali, ma per ora non sappiamo che intenzioni hanno.
Detto questo mi permetto un consiglio, non richiesto, al centrosinistra, che è lo schieramento che spesso gode delle mie simpatie. Un vecchio signore di 150 anni fa, ormai fuori moda, diceva che l’uomo è ciò che mangia, intendendo con ciò che molti comportamenti, comprese le scelte politiche, sono in gran parte determinate dalla condizione sociale. Per essere più chiari costui pensava che i meno abbienti avessero spesso esigenze diverse dai più fortunati economicamente. E infatti un tempo i lavoratori dipendenti e i pensionati votavano a sinistra, gli altri prevalentemente a destra. Negli ultimi 30/40 anni le cose sono un po’ cambiate, e anche grazie al peso determinante della TV, i ceti più abbienti, anche se inferiori di numero, hanno conquistato quella che una volta si definiva l’egemonia culturale sul resto della società e hanno inciso in modo determinante sulle scelte di politica sociale ed economica dei vari governi, che si sono succeduti in questo periodo.
Anche a Olbia, come nel resto del Paese, negli ultimi 30/40 anni, gli imprenditori e i ceti più abbienti , pur essendo molto meno numerosi dei lavoratori dipendenti (dati Cipnes, Camera Commercio, Inps) hanno espresso gran parte della classe dirigente, e imposto la propria agenda politica. Quindi, a mio modo di vedere, il centrosinistra, per avere qualche chance in più, oltre che puntare su una personalità prestigiosa, dovrebbe elaborare un programma che metta al centro le esigenze di lavoratori e pensionati. La riduzione delle tariffe comunali, dei costi dei trasporti urbani, l’aumento del numero di asili nido e dei servizi per anziani, politiche abitative che agevolino le giovani coppie e cose di questo genere potrebbero portare al voto una parte almeno di quel 50 % di elettori che non votano più. Inoltre bisogna dare alla gente la sensazione che ci si muove concretamente verso il ripristino dei servizi sanitari e di trasporti regionali all’altezza delle necessità. Certo, mi si dirà, e le risorse? Io non sono un tecnico, ciononostante delle idee al riguardo me le sono fatte, ma il discorso diventerebbe lungo. Qualcuno ha detto che la sinistra vince se fa la sinistra, esempi non ne mancano, bisogna solo fare una scelta di campo e decidere con chi si vuole stare.
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Totosindaco di Olbia: il centrosinistra trovi una figura prestigiosa capace di difendere lavoratori e pensionati
Un vecchio signore di 150 anni fa, ormai fuori moda, diceva che l’uomo è ciò che mangia, intendendo con ciò che molti comportamenti, comprese le scelte politiche, sono in gran parte determinate dalla condizione sociale
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