Un punticino piccolo piccolo, contro quelli dell’ultimo banco. Poco. Se l’Olbia credeva di fare un sol boccone del Cassino solo perché i laziali sono ultimi in classifica, e virtualmente già in Eccellenza, beh, ha sbagliato i calcoli. Se ci si vuole salvare, sono queste le partite da vincere. Non importa come. Anche senza badare alle giocate di classe. Basta avere il coltello tra i denti, e la giusta “fame” di punti, e il bersaglio pieno può essere centrato. L’Olbia vista oggi non aveva né l’una né altra cosa. E pensare che la squadra ospite, è arrivata a Olbia alle 9 di stamane, dopo la sveglia che ha suonato poco prima delle 5 del mattino per evitare la partenza di sabato.

Schierata con il 3-5-2 – difesa con Cubeddu, Congiu e Perrone, con Putzu e Petrone esterni; centrocampo con Biancu centrale, con l’ausilio di Deiana Testoni e Mameli; Ragatzu e Furtado di punta -, l’Olbia ha poi cambiato assetto con Santi al centro dell’attacco (Ragatzu e Furtado esterni), e Putzu difensore centrale al posto di Congiu uscito per infortunio, ma la sostanza è cambiata di poco.

Prima frazione da dimenticare. Primo tempo inguardabile, uno dei peggiori visti da queste parti. Squadra spenta, succube delle incursioni degli uomini di Mancone, rapidi nell’impostare interessanti trame offensive per l’eccellente attaccante esterno Tribelli e il centravanti Sorrentino. Il primo avrebbe potuto sbloccare al 6′ e al 35′ se sulla sua strada non avesse trovato un ottimo Testagrossa (Viscovo non è ancora al 100%), lesto nella deviazione in angolo. Il suo collega di reparto al 13′ ha sfiorato il gol (palla fuori di un soffio) con un’improvvisa girata in area. Primo tempo scialbo, dunque, nel quale un po’ tutti si sono distinti negativamente, ma in particolare Biancu è apparso spaesato e impreciso come poche altre volte è capitato di vedere (pare che nell’intervallo lo… shampoo di Livieri e Corda sia stato notevole).

Ripresa così così. Il secondo tempo è stato un tantino più vivace, ma non ci voleva molto. L’Olbia si è resa pericolosa al 6′ (palo) e al 37′ su punizione deviata in angolo da Lovecchio. Per il resto, poca roba. L’unico aspetto positivo della giornata è che i bianchi (dopo le vittorie contro Budoni e Ischia) non hanno perso e non hanno beccato gol, ma la classifica è ancora preoccupante (terzultimo posto, a sei lunghezze da Budoni, Latte Dolce e Anzio), a una settimana dalla sfida esterna contro il Monastir.

Il direttore tecnico Ninni Corda, l’unico presente in sala stampa a fine gara

Bicchiere mezzo vuoto. A fine gara, in sala stampa si è presentato solo Ninni Corda. “Sono deluso e rammaricato – ha detto il direttore tecnico -. Sapevamo che il Cassino, nonostante la classifica, non prende molti gol e nelle due ultime trasferte non ha perso. Nel primo tempo, la prova dell’Olbia è stata del tutto negativa. Biancu? È stato l’ombra del Biancu che ha giganteggiato contro l’Ischia. Forse l’ho vantato troppo, ma evidentemente lui e altri non hanno quelle qualità che il momento richiede”. Corda fa anche una battuta salace. “Questi giocatori sono abituati a non essere pagati: eh sì, perché è la seconda volta che non fanno bene dopo il pagamento degli stipendi. Il punto conquistato – ha concluso Ninni Corda – non è sufficiente a farmi vedere il bicchiere mezzo pieno: saranno decisive le due prossime gare prima della sosta cioè Monastir fuori e Monterotondo in casa”.

Tifoseria. A fine partita, c’è stato un confronto ravvicinato tra la tifoseria e la squadra. I cori prima e durante il match indirizzati alla proprietà (in tribuna era presente l’amministratrice unica della Prosoccer) li hanno sentiti tutti, ma il popolo della Curva in fondo coltiva la speranza che l’Olbia possa rimettersi in carreggiata. “Oggi avete passeggiato – si è udito dalla tribuna centrale -, non dovete più passeggiare, ma vincere”: