Il silenzio non è più assordante. Di più. Neanche un Santo in grande spolvero potrebbe dire o fare qualcosa sul futuro dell’Olbia calcio. Ammesso che l’argomento interessi ancora qualcuno, istituzioni. comprese. Il nostro… ufficio indagini in ogni caso si è dato da fare per conoscere quel che sta accadendo (o almeno una parte), soprattutto alla luce della data di oggi.

LA RATA SCADUTA. Secondo gli accordi per la cessione della socetà, il 30 giugno 2026 la Prosoccer avrebbe dovuto o dovrebbe (!) pagare la rata di 125mila euro alla Swiss Pro. Sul piano teorico la somma potrebbe essere depositata anche oggi in una banca svizzera, ma nessuno crede ai miracoli. A conferma di tutto ciò, pare che Guido Surace, nella sua qualità di presidente della società elvetica, abbia inviato alcune pec nelle quali si informano i destinatari (Prosoccer e Olbia calcio) che “in seguito a una verifica odierna sul conto in euro di Swiss Pro Promotion, il pagamento atteso non risulta ancora accreditato”. Surace (contro il quale l’ex presidente Alessandro Marino ha presentato un decreto ingiuntivo per circa 350mila euro) chiede inoltre “di inoltrarci copia della contabile bancaria qualora il bonifico sia già stato eseguito. In caso contrario, vi preghiamo di volerci aggiornare tempestivamente sullo stato della disposizione e sui motivi della mancata comunicazione preventiva riguardo all’impossibilità di procedere nei tempi concordati”.

Continua la lite giudiziaria tra Alessandro Marino (a sinistra) e Guido Surace

RICOMPARE SULAS. Roberto Sulas non ha mai abbandonato l’idea di rilevare il club. Pochi giorni fa, l’uomo d’affari, ha chiesto e ottenuto un incontro a Surace in territorio svizzero. A Berna, per l’esattezza. L’imprenditore gallurese avrebbe chiesto alla Swiss Pro di rinunciare ai 125mila euro in scadenza: a queste condizioni, lui avrebbe potuto procedere nell’acquisizione. Dopo la risposta negativa, nulla si da delle intenzioni di Sulas. Il quale comunqe non sarebbe più in buoni rapporti con Ninni Corda.

CI PROVA LIVIERI. “Io, all’Olbia, ci tengo eccome. Sono attaccato a questa terra, alla città, avendo anche interessi economici in Gallura, a pochi chilometri da qui”. Così si è espresso con il sottoscritto il tecnico dell’Olbia, scelto a metà gennaio da Ninni Corda (con il quale è rimasto in ottimi rapporti) per tentare di salvare la squadra. Tentativo purtroppo naufragato nel mare di fronte a Ischia, dopo i due turni di spareggio. All’indomani della retrocessione, l’Olbia calcio in un comunicato ufficiale annunciò l’intenzione di presentare domanda di ripescaggio e di ripartire dalla serie D, grazie anche all’apporto di operatori economici, mai fattisi avanti peraltro. Di questa domanda non si è saputo più nulla, e onestamente un po’ tutti si dicono sicuri che non è stata presentata. Del resto, sarebbe stata fatica sprecata perché l’Olbia non aveva davvero le carte in regola per poter sperare nel ritorno in serie D. Livieri, il tenace Livieri, però vuole provare a salvare il salvabile e si è messo a lavorare per trovare una soluzione. Che spiega in questo modo: “In pratitca, io insieme alla signora Fiore, che attualmente detiene la proprietà della Prosoccer e un professionista specializzato in diritto societario e gestione di crisi aziendali, stiamo cerando di capire se esiste il modo per continuare a dare una nuova vita all’Olbia calcio, mantenendo l’equilibrio tra l’obiettivo sportivo degno della città e la gestione/risoluzione dei vari debiti e quindi dei pagamenti cui far fronte”. Daniele Livieri avrebbe anche intenzione di illustrare il suo progetto al sindaco di Olbia Settimo Nizzi, al quale chiederebbe un incontro. “Se esiste un modo per salvaguardare tutto ciò – ha precisato ancora il tecnico – io daro’ il massimo e riuscirò a coinvolgere persone nel progetto serio, duraturo e risolutivo per tutto e tutti”. E i soldi chi li mette? “Certo, la risposta sarebbe solo una: servono solo i soldi. Ma non è proprio così. I Berlusconi o i Moratti di turno non esistono più. Il calcio deve essere complementare a dei business da affiancare per rendere questo sport a certi livelli sostenibile”.

IL CASO CORDA. E Ninni Corda? La domanda se la pongono in molti. Chi gli è vicino assicura che “almeno per il momento si è defilato”, essendo impegnato nella gestione di un’attività turistica in una spiaggia del litorale Olbia-Golfo Aranci (Cala Sassari) insieme con l’ex vice allenatore dell’Olbia Mario Isoni e il calciatore Cristian Anelli. Nelle frequenze di “Radio Tam Tam” si è sentito dire che l’ex direttore generale avrebbe intrapreso un’azione a valere sul suo contratto che lo legava all’Olbia. “Non ho mai preso nulla – avrebbe confidato a un suo amico – in qualche modo mi devo tutelare”.

I CALCIATORI. C’è molta preoccupazione tra i calciatori, alcuni dei quali non sanno che pesci prendere. Telefonano, cercano Surace, Livieri, la signora Fiore. Se l’Olbia sarà iscritta al campionato di Eccellenza, salvo altri colpi di scena, per molti di loro la speranza di prendere i soldi che avanzano è davvero ridotta al lumicino. E infatti c’è già qualcuno che da tempo sta cercando una sistemazione, anche a pochi chilometri da Olbia.