In occasione delle rievocazioni in corso dell’uomo protagonista indiscusso del più radicale cambiamento epocale di questo paese, Silvio Berlusconi, voglio anche io esprimere la mia riconoscenza. Costui attraverso le televisioni è stato l’autore di una rivoluzione culturale, che ha cambiato per sempre l’Italia. Fino agl anni 70 eravamo spesso costretti a fingere interesse verso manifestazioni artistiche o culturali di cui non capivamo nulla. Ci avevano persuaso che il congiuntivo fosse indispensabile. Eravamo convinti dell’ utilità di incontrarci in associazioni culturali e politiche, mentre adesso finalmente possiamo dire tutto quel che ci viene in mente sui social, senza doverci preoccupare di fare qualche errore di grammatica o dire qualche fesseria.
Pensavamo fosse fondamentale l’appartenenza a un gruppo o un contesto sociale, che ci desse strumenti di interpretazione e indirizzi, mentre oggi, grazie a dio, possiamo contare su una maggioranza digitale che ci dica in quale ristorante mangiare, quale partito votare, di quale autore moderno comprare un libro noioso che peraltro non ci interessa.
Ci avevano messo in testa l’dea assurda dell’ ascesa sociale attraverso studio e lavoro, mentre oggi per fortuna possiamo cercare il successo partecipando a un reality o diventare influencer.
Eravamo incazzati col potere, legati all’idea del cambiamento sociale attraverso l’organizzazione della protesta, credevamo che il vostro futuro individuale fosse legato a quello collettivo. Adesso abbiamo capito che basta possedere qualche status symbol o qualche imitazione, che ci faccia sentire trend.
Arrivavamo a fare l’amore con donne conosciute personalmente in un’associazione o in un partito, mentre oggi finalmente possiamo conoscere persone con cui non condividiamo nulla, se non attraverso uno scambio di messaggi sui social.
Oggi siamo sempre ignoranti, ma in compenso non abbiamo alcun riferimento che chiuda i nostri orizzonti, siamo soli, ma con centinaia di amici virtuali, ai quali possiamo mandare le foto delle nostre cene e vacanze.
Grazie Silvio