Si sono concluse in questi giorni a Portorotondo le riprese del documentario “Ci sedevamo sul tappo. Portorotondo storia di un borgo inventato “, scritto e diretto da Anna Testa, prodotto da Amarcord production con il contributo del Mic.
Le riprese, durate un anno, hanno coinvolto tutta la cittadinanza nell’intento di fare raccontare la storia del borgo inventato ai diretti interessati. Sessant’anni dalla fondazione che si celebrano proprio quest’anno 1964 – 2024 con tanto di celebrazioni organizzate dal Consorzio Portorotondo durante le quali verrà proiettato il documentario che racconta non sono le vicende mondane dei “belli, ricchi e famosi” ma soprattutto come si è innestata la civiltà degli stazzi sulla cessione dei terreni intorno allo specchio d’acqua che allora si chiamava “poltu ridundu” ai due fratelli veneziani i conti Nicolò e Luigino Dona’ dalle Rose perché potessero realizzare il loro sogno: un nuovo insediamento all’insegna della polis greca realizzato da artisti e grandi architetti quali Mario Ceroli e Gianni Gamondi. Un porto, una piazza, un campanile, questa è ancora oggi la favola di Portorotondo,
una storia affascinante con risvolti inediti raccontati in video tra gli altri dallo scrittore sardo Marcello Fois, Nicola Pietrangeli, Carolina Rosi,Enrico Vanzina e dagli stessi Luigino e Chiara Dona’ dalle Rose.
Il documentario parteciperà a vari festival del cinema, a partire da quello di Locarno.

