“Anche questo è un segnale di una sanità malata”. L’affermazione si riferisce a un malumore diffuso al Mater Olbia, un dissenso latente verso una recente scelta che prima o poi farà rumore.

Di che parliamo? Di un post su Facebook datato 16 aprile nel quale l’ospedale di proprietà della Qatar Foundation Endowment , che opera in partnership con la Fondazione Agostino Gemelli di Roma, presenta all’universo mondo il dottor Roberto Scalco, un chirurgo plastico, il quale “attraverso alcune pillole, racconterà i servizi del Centro di Medicina Estetica e spiegherà le tecniche dei trattamenti che esegue. La prima pillola, oggi, approfondisce il filler labiale”. Insomma, il rifacimento delle labbra. “Pur trattandosi di di procedure ambulatoriali – spiegano al Mater – è fondamentale che questi trattamenti vengano eseguiti in strutture specializzate, dove siano garantite eccellenza, professionalità ed esperienza dei medici e degli operatori sanitari. Noi del Mater Olbia Hospital ci impegniamo per prenderci cura dei nostri pazienti in un senso sempre più ampio e olistico, considerando il benessere come elemento chiave della salute”.

Ora, ci si chiederà: qual è il problema? Per capirlo, ecco il commento di un medico (di cui ovviamente non possiamo fare il nome per evidenti motivi), il quale lavora nella struttura che sorge a sud di Olbia, con 250 posti letto accreditati e si dice sicuro di interpretare il pensiero di molti addetti che prestano la loro opera al Mater. “Ma si può? Un ospedale nato per garantire servizi sanitari di eccellenza, ridotto oggi a fare filler per le labbra. Mentre si apre un reparto di questo tipo, se ne chiude un altro di vitale importanza. No, così non va”. Solo pochi giorni prima che venisse lanciato il nuovo servizio di chirurgia estetica – esattamente l’11 aprile – infatti era stata comunicata la notizia della chiusura “temporanea” del servizio di Stroke Unit. Come molte strutture sanitarie il Mater Olbia sta incontrando difficoltà nel reperire personale medico. Di recente un paio di neurologi hanno ottenuto il trasferimento nella città di origine in cui risiede la propria famiglia. Da noi comunque restano attivi radiologica interventistica e neuroriabilitazione”.

Va ricordato che l’Unità Operativa di Neurologia d’Urgenza e Stroke Unit si occupa principalmente delle problematiche relative all’ictus ischemico od emorragico in fase acuta, provvedendo in emergenza/urgenza all’inquadramento diagnostico (attraverso indagini come Tac o Risonanza magnetica encefalo, Angio RM od Angio TC, Ecocolor Doppler TSA e Doppler Transcranico), alla valutazione neurologica (scale neurologiche come la NIHSS e la Scala di Rankin modificata) e clinica generale, oltre che alla somministrazione dei trattamenti più appropriati che legati anche alla tempestività di arrivo in Ospedale. La Stroke Unit rappresenta il modello più avanzato ed efficace di trattamento dei disturbi cerebrovascolari acuti e l’unico in grado di ridurre significativamente mortalità e disabilità legati alla malattia. L’Unità Operativa tratta anche le condizioni cliniche che configurano la Neurologia d’Urgenza, ad esempio crisi epilettiche, disturbi transitori di coscienza, sincopi, cefalee e stati confusionali acuti.

Per completezza d’informazione, si fa presente che – a proposito della chiusura “temporanea” – il Mater ha comunicato di essere già in contatto con con vari enti e istituzioni per cercare un primario di neurologia e rinforzare l’organico. Il Mater inoltre ha un accordo con l’università di Cagliari per ricevere specializzandi in neurologia ed è parte di una rete formativa di alcune discipline con gli atenei di Cagliari e Sassari, fondamentale per rafforzare la dotazione organica”.

“Solo il tempo ci dirà quanto durerà questa sospensione del servizio”, commenta il medico sconsolato.