Tutto tace, nell’Olbia calcio. I mormorii – alcuni dei quali non proprio positivi – sono continui, ma si sa poco o nulla di ciò che bolle in pentola. Da un lato, l’ex presidente Alessandro Marino continua il suo sciopero della parola (il silenzio è d’oro, penserà), forse in attesa che i suoi legali parlino con quelli dell’altra sponda, e cioè la Swiss Pro, sull’eventuale ricomposizione di una disputa che sembra essere infinita, o comunque destinata alla rottura completa e irreversibile dei rapporti. Dall’altro, gli stessi svizzeri che – attraverso il presidente Guido Surace e l’avvocato Benno Räber – si stanno consultando con alcuni professionisti di Olbia e allo stesso tempo sono impegnati a capire bene quanti e quali debiti sono sfuggiti al controllo della trattativa che ha portato all’acquisizione del 70 per cento della società da parte della compagine sociale elvetica.

Durante l’ultima conferenza stampa al Delta Center – detto per inciso: il patron della struttura in zona industriale, il dinamico imprenditore Gavino Murrighile, si dice che potrebbe essere uno dei nuovi dirigenti del club -, tra l’altro si è appreso che, insieme a un certo numero di debiti di portata accettabile, ce ne sarebbero due piuttosto grossi. E l’obiettivo dichiarato è quello di trovare un accordo con tutti i creditori, senza ricorrere alle vie legali. Insomma, di tutto si può parlare eccetto che di chiarezza. Di certo però si sa che entro il 9 giugno, bisognerà risultare a posto come società, dal punto di vista degli impegni da onorare, in primis gli stipendi a calciatori e dipendenti e i relativi contributi. Solo a queste condizioni, l’Olbia potrà presentare domanda di ripescaggio o, eventualmente, di riammissione alla C. Quindi i giorni sono davvero contati, fermo restando che bisogna lavorare anche a un piano B, e cioè all’allestimento di una formazione che sia in grado di risalire subito in Lega Pro, nel caso in cui l’Olbia restasse in serie D. In tutt’e due le situazioni, pare si navighi a vista, con un gigantesco punto interrogativo che avvolge l’Olbia calcio e intacca negativamente la sua lunga storia.

Prima di chiudere, ci sia consentito di fare un grosso in bocca al lupo all’ex tecnico dell’Olbia Massimiliano Max Canzi, il quale, dopo due ottime stagioni sulla panchina del Pontedera (società con cui aveva un contratto fino al 2026), ha ceduto alle lusinghe della Juventus Women e dunque sarà un allenatore “beato tra le donne”.