Lo spettacolo (e il disco) si chiama Pastiche, ma è tutt’altro che un Pasticcio. Anzi, è la dimostrazione che la musica unisce non solo i popoli, ma – se utilizzata bene – esalta al massimo i talenti di chi la propone ed è capace di trasmettere a un pubblico con migliaia di persone inedite emozioni e differenti sfaccettature artistiche.
Francesco De Gregori e Checco Zalone (la strana coppia) hanno regalato una serata indimenticabile ai fortunati (compreso chi scrive) che hanno avuto l’opportunità di ascoltarli nella magica atmosfera delle Terme di Caracalla, a Roma. “Questo – ha esordito l’attore pugliese, di fronte a una platea di 4500 persone, che proprio nei giorni scorsi ha festeggiato il suo quarantasettesimo compleanno – è un evento unico, eccezionale. Eccezionale come La Russa che pomicia con Schlein. Non è bello, ma è eccezionale”. E il cantautore romano ha chiosato, mostrando un aspetto del suo carattere forse sconosciuto ai suoi innumerevoli fans: “Eccezionali entrambe le cose, sia Schlein che La Russa”.
In scaletta brani dell’uno e dell’altro, perché Zalone oltre che per il cinema ha una passione per la musica, tanto da entrare più volte nella cinquina dei David di Donatello per la Canzone originale e vincere nel 2021 con Immigrato, nella colonna sonora di Tolo Tolo. Il brano è dissacrante. “L’ho proposto a Vannacci per la campagna elettorale ma l’ha rifiutato e ha preferito Generale di De Gregori, pure pagando. Io glielo avrei dato gratis”. Nella scaletta, non c’erano brani famosi come Generale e Viva l’Italia (qualche polemica di troppo in campagna elettorale), ma De Gregori ha invece scelto di inserire Il cuoco di Salò, “un pezzo poco conosciuto su un pezzo di storia d’Italia”, oltre a Buonanotte Fiorellino, Sempre e per sempre, mentre La Donna Cannone ha chiuso la serata. Checco Zalone, oltre a Immigrato, ha proposto anche Gli uominisessuali : “Pensavo di essere il più scorretto d’Italia, poi è arrivato il Papa”.
In apertura il “De Gregori – Zalone, Voce e Piano & band”, si è aperto con Deborah’s theme, omaggio a Morricone con il solo Checco al piano, che ha confermato di essere un eccellente musicista, spaziando con disinvoltura e bravura dal blues, al rock, al jazz. , E poi ecco “Piano Bar”, dove è entrato anche in scena De Gregori, ed è stata l’occasione per sfatare ancora una volta la “chiacchiera” secondo la quale questa canzone sia stata scritta per prendere in giro Antonello Venditti che, ha affermato Zalone, “di sicuro sta qui fra il pubblico, magari si è tinto i capelli di biondo per non farsi riconoscere, è in incognita”.
La scaletta di canzoni “tristi, che poi diventeranno tristissime”, hanno sottolineato i due, è scivolata via fra una risata e l’altra, intervallata da omaggi come Storia di Pinocchio con cui il duo, attraverso racconti personali di De Gregori, ha ricordato Nino Manfredi, e pezzi come Rimmel, o la Leva Calcistica della classe ’68. Poi Zalone è entrato diretto con Alejandro, un suo personaggio costretto a fare i conti con l’andropausa“, che i due artisti hanno cantano insieme un un italiano spagnoleggiante. Sì, Pastiche è stato tutt’altro che un Pasticcio.

