L’appuntamento è di quelli da non perdere. Passare due giorni con uno scrittore sardo, uno dei più importanti del Paese, non capita spesso. Domani e dopo sarà possibile perché Marcello Fois intratterrà il pubblico al Politecnico Argonauti di Olbia con una speciale masterclass gratuita dal titolo “recitar scrivendo”. Si tratta di una sorta di “antipasto” della edizione numero 34 del Festival Cinema di Tavolara “Una notte in Italia”. La due giorni sarà un’occasione imperdibile per conoscere da vicino ed apprezzare “Il mestiere di scrivere” con l’intellettuale nuorese, che si soffermerà, con un focus paticolare, sulla scrittura per cinema e teatro.

Nato a Nuoro nel 1960, Marcello Fois è autore di numerosissimi romanzi, a partire dal suo Sempre caro, romanzo-rivelazione premio Calvino nel 1992, passando da Memoria del vuoto e dalla magistrale trilogia della famiglia Chironi – StirpeNel tempo di mezzoLuce perfetta – per arrivare ai più recenti Quasi GraziaPietro e Paolo, al saggio L’invenzione degli italiani, o ancora al recente memoir letterario La mia Babele. Ma oltre che alla narrativa, Fois si è dedicato anche alla stesura di sceneggiature per il teatro, la televisione – le serie thriller Distretto di polizia e Crimini -, e il cinema, Certi bambini, ambientato nella periferia di Napoli, e l’intenso biopic Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni.

Il prossimo appuntamento del Festival è a Porto San Paolo, sabato 29 giugno alle 21:00 in Piazza Gramsci per lo speciale cineconcerto MASTROIANNI 100 ideato e arrangiato da Luigi Frassetto – per – per arrivare poi a luglio, dal 16 al 21 con le giornate clou di questa 34° edizione, di cui avremo modo di parlare ancora, con ulteriori dettagli.

A Marco Navone, vero deus ex machina del Festival, abbiamo chiesto com’è stato possibile arrivare a questo traguardo delle 34 edizioni, che somiglia molto a un record per un evento culturale. “Beh – risponde -, credo che occorra molta tenacia. Noi ci abbiamo provato e se ripenso alle prime edizioni mi rendo conto di quanti passi avanti abbiamo fatto, superando ostacoli e difficoltà. Oggi, il Festival è una realtà importante, come dimostrano le manifestazioni di affetto che ci arrivano non solo da molti centri della Sardegna, ma anche da tanti amici che risiedono nella Penisola. Le istituzioni pubbliche credono in noi e ci sostengono: una volta non era così. Anzi, noi andavamo avanti soprattutto con le risorse di privati”.

A proposito di presenze (o di assenze) importanti, Navone non intende cavalcare la polemica su Geppy Cucciari, che quest’anno mancherà all’appuntamento. Proprio ieri, la conduttrice tv è stata ricevuta dal Papa, al quale ha donato una bottiglia di mirto. “Ho letto – aggiunge – e sono contento: il suo gesto non mi stupisce perché fa parte della sua indole. Ma non intendo aggiungere null’altro, se non confermare il suo talento. Noi andiamo avanti, e quest’anno ci sarà il rientro di Neri Marcorè, una vecchia conoscenza del Festival, un amico vero. Il livello artistico di questa tradizionale tappa culturale dell’estate isolana – prosegue Marco Navone – deve essere sempre alto e noi lavoriamo per tutto l’anno affinché questo accada. Segnalo che nell’edizione 2024, abbiamo voluto rendere omaggio in particolare a Time in Jazz e a tutta l’atmosfera che sa creare il suo ideatore Paolo Fresu. Anche lui è una preziosa risorsa per il mondo della musica, oltre che un formidabile testimonial della Sardegna: molto spesso, capita che altri, che non vivono nella nostra terra apprezzino un prodotto o una manifestazione molto più di quelli che risiedono nei luoghi in cui si fa cultura”. Già, proprio come la locuziome latina del nemo propheta in patria.