Esiste un piano Nazionale di produzione di energia rinnovabile per convertire le fonti energetiche inquinanti in fonti sostenibili; questo piano prevede che debbano essere prodotti 60 giga watt ripartiti sul territorio Nazionale, 7 dei quali in Sardegna.
Poiché oggi si utilizzano fonti altamente inquinanti (Porto Torres devastata con le centrali a carbone ha 4 gruppi da 60 megawatt, una ciminiera alta 200 metri con piumacchio nero sul Golfo dell’Asinara, liberano nell’aria mercurio, cromo, arsenico, ossidi di zolfo, polveri fini e ultra fini che respiriamo e non se ne parla?), credo che si debba fare uno studio appropriato per il dimensionamento dei campi eolici, per esempio utilizzando meno pale con maggiore potenza da dislocare in aree ventose ma non di pregio naturalistico o nelle cave dismesse (queste si sono uno sfregio permanente al paesaggio) dove potrebbero essere installati i pannelli fotovoltaici. La Regione dovrà varare in tempi brevi un piano di localizzazione delle aree idonee. Ricordo la mobilitazione popolare contro la Galsi, adesso no al fotovoltaico e all’eolico, no al nucleare, non ci rimane che il carbone o scegliere di muoversi con il carro a buoi al posto delle automobili.
