In occasione dei festeggiamenti del sessantesimo anniversario della fondazione di Porto Rotondo, arriva Ci sedevamo sul tappo – Porto Rotondo il borgo inventato, il primo documentario inedito che racconta la storia di uno dei più iconici borghi sul mare d’Italia. Il film, scritto e diretto dall’autrice e regista Anna Testa, verrà proiettato per la prima volta in pubblico la sera di lunedì 12 agosto nella splendida cornice del Teatro greco Mario Ceroli. L’evento, ad ingresso gratuito e realizzato con il patrocinio del Consorzio di Porto Rotondo, avrà inizio a partire dalle 21 con una presentazione del documentario da parte della regista.
Diverse le personalità che presenzieranno all’evento, tra cui l’architetto Gianni Gamondi, responsabile della progettazione di Villa Certosa e della costruzione di gran parte del borgo così come lo si può ammirare oggi.
In occasione della prima proiezione pubblica, la regista Anna Testa ha dichiarato:
“Racconto una Porto Rotondo inedita, quella degli inizi, dei pionieri, di quando del borgo che conosciamo adesso non c’era niente se non un mare da far perdere la testa. Qui si è riunita una comunità di amici uniti dal sogno di fondare un nuovo paese in un periodo storico caratterizzato da una gioia di vivere che purtroppo abbiamo perso. Oggi un progetto del genere non sarebbe più possibile nemmeno con tutti i soldi del mondo. Porto Rotondo richiama alla mente i privilegi e i belli ricchi e famosi, ma è molto di più. È antropologia gallurese, è l’innesto tra i proprietari terrieri dello specchio d’acqua di Poltu Ridundu (così si chiamava) e la comunità locale che viveva lì dal 1600, una comunità ricca di tradizioni i cui discendenti sono rimasti e hanno potuto tramandare delle storie incredibili che si ritrovano nel documentario”.
Quella di Ci sedevamo sul tappo – Porto Rotondo il borgo inventato è una storia con risvolti originali raccontata in prima persona dai fondatori Luigino Donà dalle Rose e Chiara Donà dalle Rose – figlia di Nicolò, scomparso dopo la tragica morte del figlio – e dallo scrittore Marcello Fois, che rappresenta la voce della Sardegna che ha visto sempre con sospetto la smeraldizzazione delle coste. Tra gli altri intervistati figurano la giornalista e scrittrice Marella Giovannelli, Nicola Pietrangeli, Carolina Rosi, Enrico Vanzina, gli eredi delle famiglie galluresi che vendettero i terreni e tanti altri personaggi i cui destini sono legati a Porto Rotondo. Nel mezzo si innestano vicende personali, aneddoti e tante storie: i rapimenti, le faide tra famiglie, gli incendi, le scorribande da rotocalco, il fallimento economico dei Donà, la nascita della Certosa di Berlusconi fino ad arrivare al blocco del mercato immobiliare e all’avvento dei russi.

