Mi vedo costretto a tornare sulla vicenda del siluramento (sì, confermo: perché di questo si tratta) di Paolo Tecleme da capo di Gabinetto dell’assessorato regionale alla Sanità, a meno di tre mesi dalla sua nomina (19 maggio). Avrei voluto sorvolare, ma i fatti degli ultimi due giorni, frutto di un’inesperienza (chiamamola così) in fatto di comunicazione che ha dell’incredibile, mi obbligano a rimettere le cose a posto, per amore di verità e quindi per completezza d’informazione.
Ricapitoliamo. Alle 14,57 dell’8 agosto, la testata (registrata presso il tribunale di Tempio Pausania) di cui sono direttore pubblica (a firma del sottoscritto) un articolo nel quale si annuncia un’indiscrezione giunta da fonte solitamente ben informata sulla rimozione dell’esperto manager della Sanità dal prestigioso incarico, sottolineando che – al momento della proposta – lo stesso Tecleme, nato a Sassari ma ora residente a Olbia, tergiversò un po’, considerando che ormai era in pensione (è del 1959) e voleva godersi la famiglia. Viste le insistenze, anche di Alessandra Todde, alla fine accettò e si mise a lavorare fianco a fianco all’assessore Armando Bartolazzi. Passa quale giorno, e la notizia viene ufficializzata. In questo caso, i bravi cronisti – cosa fanno? Approfondiscono e cercano di saperne anche di più, rispetto a quel poco che era stato comunicato. Magari è probabile che cerchino di parlare con lo stesso assessore. Il quale – scopriamo con somma sorpresa – che fa? Polemizza con chi ha dato per primo la notizia (moroseduto.net come ha poi precisato La Nuova) ma omette di inviare il comunicato stampa a sua firma a una serie di indirizzi, limitandosi a farlo conoscere ai soli quotidiani cartacei: tant’è vero che prima la Nuova Sardegna e il giorno dopo L’Unione Sarda pubblicano quanto segue (riportiamo integralmente la nota non per averla ricevuta, ma per averla letto proprio sui giornali sardi).
“Alla luce di alcuni articoli apparsi su testate online, dove sono presenti affermazioni prive di fondamento nonché lesive della dignità professionale delle persone citate, è necessario precisare che l’assessore “non ha silurato nessuno”, non è nel suo stile ! La squadra operativa in assessorato è ancora in assestamento. Nei giorni scorsi si è aggiunta una nuova consulente di gabinetto per le politiche sociali e per esigenze di natura politica si è resa necessaria una rimodulazione dell’organizzazione interna del gabinetto stesso. “Nessuno ha lanciato siluri verso alcuno”, né tanto meno è stato mai messo in discussione il valore tecnico ed il prezioso contributo professionale del capo di Gabinetto dottor Paolo Tecleme (figura tecnica), che ha operato fino ad oggi in piena sintonia concettuale, professionale ed umana con l’assessore. In tutti gli assessorati sono necessarie competenze tecniche ed esigenze politiche che devono essere bilanciate e coordinate. In accordo con il dottor Tecleme sono auspicabili altre forme di collaborazione in corso di valutazione“. Firmato Armando Bartolazzi.
Una premessa, intanto. L’esponente della giunta regionale avrebbe fatto meglio a tacere. Chi segue la politica (e chi la fa), sa bene che questo tipo di avvicendamento improvviso non è stato il primo né sarà l’ultimo e, dunque, dopo qualche giorno di stupore (!) e mezze polemiche, tutto tornerà alla normalità. Se invece si insiste con caparbietà a tentare di smentire ciò che non è smentibile, beh, va a cozzare contro il muro.
Al dottor Tecleme, alto dirigente sanitario, stimato da ambienti politici bipartisan, con alle spalle un curriculum di prim’ordine, la notizia dell’allontanamento è stata data dalla stessa presidentessa della Regione, la quale – allo stesso modo – ha messo in evidenza, riconoscendole di fronte all’interessato, le qualità del manager, assunto proprio in virtù della sua alta professionalità. Stop, tutto doveva finire qui.
E invece si polemizza “con alcuni siti on line” senza neanche farglielo sapere e si impartiscono anche lezioni di giornalismo – meglio, di titolazione che, per definizione, deve sintetizzare un concetto – negando che si sia trattato di un “siluramento”. Come definirlo allora? Non saprei rispondere. Magari chiedo aiuto all’assessore.
La verità sta nelle stesse parole usate da Bartolazzi verso la fine del comunicato. Che sottolineo: “In tutti gli assessorati sono necessarie competenze tecniche ed esigenze politiche che devono essere bilanciate e coordinate“. Ecco, appunto; uscendo dal politichese, bisognava nominare qualcuno che fosse più “di area” (come scritto). E così è stato. Cinzia Pilo, sassarese, candidata alle ultime elezioni europee per il M5S, dovrebbe prendere il posto di Tecleme.
P.S. È meglio non approfondire ciò che abbiamo appreso sui motivi che hanno portato l’assessore a non inviare il comunicato a tutti gli organi di informazione e su chi ne fosse stato messo a conoscenza nello staff della presidentessa.

