Mi chiamava per cognome, Giuseppe Cozzolino. “Oé artista, com’è quest’Olbia?”. L’ultimo quesito me l’ha posto un paio di giorni fa, nei pressi del campo sportivo che per molti anni era considerato la sua seconda casa. Mi son sentito chiamare e io, confesso di essere stato preso in contropiede: “Boh, non so, non la so valutare ancora. Bisognerà vederla all’opera, ora, il 25 agosto in Coppa, contro i maddalenini”. “Certo, sono curioso anch’io, e sono anche fiducioso che faremo bene; dai, ci vedremo al Nespoli”.

No, non ci vedremo carissimo Giuseppe. Purtroppo dovrai verificare solo da lassù la il valore della tua squadra del cuore, nel vero senso della parola. Te ne sei andato così, il giorno di Ferragosto, che festa non è stata per chi ti ha conosciuto e allo stesso tempo voluto bene. Un maledetto incidente sulla Olbia-Loiri – la cui dinamica è ancora tutta da essere chiarita nei dettagli – ti ha spezzato la vita, privandoti dell’amore di tua moglie e dei tuoi tre figli e dell’affetto di chi ha avuto a che fare con te, uomo buono ma sensibile e reattivo, quando se ne presentava l’occasione. Hai vissuto la tua vita, fatta di momenti felici e di qualche piccolo problema poi superato, qualcuno ti chiamava affettuosamente Chen, per via di quella bandana che tratteneva i tuoi capelli lunghi fino a metà schiena. Da alcune stagioni, vendevi bibite e birrette nel chiosco che gestivi al Nespoli dalla parte della Curva Mare, la Tua Curva, il regno dei sostenitori più fedeli: i sempre presenti, i supporter più esigenti e generosi della squadra bianca, con la maglia appiccicata al cuore, non solo al petto. Fin da ragazzo, eri un leader. Guidavi il tifo organizzato con carisma e passione (la foto che pubblichiamo ne è un esempio): un mix raro da trovare in un ambiente composito, vivace e colorato di bianco.

Quando verrà celebrato il tuo funerale (la data non si conosce ancora, perché l’auto è stata posta sotto sequestro dal magistrato e sul corpo di “Cozzo” dovrà probabilmente essere fatta l’autopsia), ti saranno resi gli onori che meriti e arriveranno a Olbia delegazioni di tuoi “colleghi” I Furiosi (il cui leader è un compare di Giuseppe) provenienti da Cagliari (con cui c’è sempre stata una sorta di gemellaggio), ma anche da Frosinone e da Catanzaro. E anche questo particolare la dice lunga sul tipo di rapporto che sapevi instaurare con chi condivideva il tuo profondo legame con la squadra della tua città. Ciao Giuseppe, poi ci farai sapere se l’Olbia è forte o no.

P.S. Intanto un “collega” di Chen, Michele Varrucciu, supertifoso e attento osservatore di tutto ciò che ruota attorno al club gallurese, ci ha fatto avere il suo pensiero in ricordo dell’amico: