“Abbiamo lavorato anche di notte, dopo aver visto 650 (sic) calciatori, o forse anche di più. Sapete, dovevamo colmare un gap: le altre squadre hanno cominciaro prima di noi, e l’Olbia deve partire in questo campionato non facile con un organico competitivo”. Marco Amelia, mister belloccio e un fisico da paura, snocciola numeri e concetti nel suo primo giorno di scuola, di fronte a una pattuglia di cronisti che muoiono dalla voglia di sapere di che pasta è fatto, dopo averne viste di tutti i colori negli ultimi tempi. Il nuovo tecnico dell’Olbia, intanto, sembra di avere le idee chiare, fermo restando che le sue convinzioni e le sue teorie per il miglior impiego del materiale umano a sua disposizione debbono essere verificate sul campo.

IL SISTEMA DI GIOCO. Il suo è un 3-5-2 un po’ spurio, nel senso che, all’occorrenza, la difesa si schiera a quattro e uno dei tre difensori titolari – almeno per quanto si è visto durante l’amichevole col Budoni – è Luca La Rosa, il capitano coraggioso. “Uno che però – precisa l’ex nazionale – può interpretare bene anche altri ruoli in mezzo al campo: e, credetemi, questo tipo di calciatori è assai prezioso in serie D”. Altra certezza: Arboleda, impiegato in maniera insolita e inedita. Il mister lo conosce bene (“da quando giocava nei giovani del Perugia”) e dunque crede che il ragazzo possa dare una mano in mezzo al campo, nonostante da queste parti l’abbiamo sempre visto scorrazzare sulla fascia, da esterno. Arboleda versatile come La Rosa, insomma, secondo il credo del nuovo tecnico, che sottolinea di “conoscere molto bene questo girone, nel quale spiccano come forza Paganese, Guidonia, la stessa Ilvamaddalena che incontreremo domani e anche altre che dovrò studiare per benino”.

IL CLIMA. Ad Amelia piace molto. “Da 25 anni vengo in vacanza da queste parti, vicino a Olbia, e mi ha colpito molto la gente, i tifosi che ci hanno già dimostrato affetto, soprattutto quando sono stati colpiti dalla scomparsa del loro leader Giuseppe Domani, giocheremo anche per onorare la sua memoria”.

I FIGLI DI… L’Olbia, con l’ingaggio del difensore Lucarelli (ufficializzato ieri), ha tre figli d’arte. Gli altri due sono Maspero e Totti. È un vantaggio o un handicap? Alla domanda, il mister risponde: “Un’opportunità”. Il focus è ovviamente sul pargolo del Pupone. “Ricordiamoci intanto che è un ragazzo di diciott’anni che ho già avuto con me. Non ha la caratteristiche del padre, pur avendo due piedi buoni: secondo me è uno bravo in mezzo al campo a catturare palloni, ci sarà molto utile”.

A CHE PUNTO SIAMO. L’Olbia va completata, e lo ammette lo stesso tecnico. “Arriverà a giorni un attaccante, e un portiere”. Poi, sapremo che le punte in arrivo saranno due. A livello di percentuale, siamo al 70 per cento e contiamo di recuperare il ritardo entro l’inizio del campionato”.

LA “GRINTA” DI ANELLI. Ha colpito molto, nella gara con il Budoni, l’irruenza di Anelli, un difensore centrale molto legato al direttore Ninni Corda (è il suo pupillo) che ha spesso alzato la voce per farsi rispettare. Il pubblico di Olbia ha storicamente conosciuto elementi del calibro di Pinuccio Petta, di Walter Noccioli, di Roberto Frenati, di Mauro Niccolai, tutta gente gagliarda tosta che ha fatto la storia dell’Olbia, figuriamoci se il pubblico si scandalizza, e Anelli oggettivamente si colloca in una sorta di “pantheon” dei difensori in maglia bianca. “In campionato sarà un’altra cosa – assicura Marco Amelia – rispetterà il regolamento”.