“Abbandonare le fonti di produzione energetica da fossili ed accompagnare una graduale transizione energetica sostenibile, combattendo duramente la speculazione eolica e fotovoltaica nella nostra regione”.
E’ quello che ha detto Francesco Lai, sindaco di Loiri Porto San Paolo nell’incontro riservato ai primi cittadini del territorio, che si è tenuto pochi giorni fa a Olbia, alla presenza della Presidente della regione Alessandra Todde e a diversi esponenti della giunta come Spanedda, Cani, Laconi e Meloni.
Lai non nasconde la sua sorpresa per questo incontro ravvicinato tra regione e sindaci del territorio, tanto che, confida a Moro Seduto, che un evento simile non lo ricorda neanche voltando lo sguardo indietro, nei 7 anni precedenti durante i quali ha amministrato il comune gallurese.
“Le difficoltà che si stanno incontrando – dice Lai – sono legate all’eredità della precedente amministrazione regionale, la quale avrebbe dovuto identificare, dopo il Decreto Draghi, le aree idonee e quelle non idonee”. Tutto questo non sarebbe stato fatto, per cui ora ci si trova a dover colmare un Gap del passato.
Durante il dibattito, i sindaci del territorio presenti, hanno potuto esprimere perplessità e timori sull’elevato numero di progetti di eolico e fotovoltaico presentati per la Sardegna. “Abbiamo avuto certezze affinchè il limite massimo di GW tra eolico a terra, fotovoltaico ed altre forme di energia rinnovabile sarà quello dei 6,2, nonostante le pratiche di progetti presentati siano arrivate a oggi già a 58 GW”, ha ribadito Lai. Altra novità incoraggiante sarebbe che la scelta delle aree idonee che ricadrà prevalentemente su aree già compromesse come discariche, cave dismesse, aree industriali e tetti dei fabbricati esistenti. Difatti i sindaci hanno chiesto a gran voce alla Presidente Todde che non si sacrificassero nuove superfici agricole, onde evitare la sottrazione di aree destinate all’agricoltura e al pascolo, fonte di sostentamento per molti cittadini sardi.
L’identificazione precisa e celere delle aree non idonee (il 98% della Sardegna) è necessaria soprattutto in questo momento, in cui il governo ha impugnato la moratoria con la conseguenza che nel 2025 potrebbe esserci già la sentenza.
“Diverso è l’argomento Eolico off Shore – prosegue Francesco Lai -. Le competenze sono unicamente del governo, nella procedura di valutazione di impatto ambientale attualmente incardinata nel Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Solamente il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti può bloccare le autorizzazioni chiedendo una mappatura e pianificando il periplo della regione, onde scongiurare che la Sardegna diventi una prigione dove al posto delle mura di cinta ci siano smisurate pale eoliche che la circondano. La speranza è che il ministero preposto accetti la richiesta accorata dei sardi di
pianificare l’eolico off shore oltre i 40 km dalle coste, evitando comunque le zone turistiche più importanti, per proteggere l’ambiente e per preservare la più importante fonte di economia della regione”.