L’Olbia in caduta libera, allo sbando totale. Leggere per credere: terzo ko di fila, otto reti subìte, tre fatte, ultimo posto in classifica. Sintesi: la squadra è scarsa. In campo e fuori. La risposta a questo disastro, dopo la prova esterna contro l’Anzio, è stata uno stringatissimo comunicato del club nel quale si legge che “la società non è soddisfatta dei risultati ottenuti sino a oggi per cui non saranno rilasciate dichiarazioni da parte di nessun tesserato. La ripresa degli allenamenti è prevista per domani mattina alle ore 7 al Geovillage“. Silenzio stampa e ritiro punitivo con sveglia all’alba, dunque. Sembra un film già visto quando al timone della società c’era Alessandro Marino. Il quale si starà sganasciando dalle risate, dopo aver preso atto che la sua ex squadra è ridotta a questo punto, dopo quattro giornate di campionato.
La partita di oggi ha dimostrato tutti i limiti – tecnici, atletici e caratteriali – di un organico del tutto inadeguato non solo a essere “competitivi” (aggettivo ripetuto più volte alla vigila del campionato), ma neanche a poter galleggiare in questo torneo che, a occhio, non sembra formato da mostri del football. Andata in vantaggio nel primo tempo con De Grazia (gran sinistro) – l’unico giocatore di spessore della compagnia, non a caso il più pericoloso della prima frazione del match -, ecco la prima frittata: gomitata di Costanzo a Sirignano nei secondi di recupero ed ecco il cartellino rosso. Olbia in vantaggio ma con un uomo in meno, pronta ad affrontare il secondo tempo “con il coltello tra i denti”, si usava dire. I denti si sono visti, del coltello nemmeno l’ombra. Pari dell’ottimo Di Mino, e poi raddoppio (con un delizioso colpo da sotto) di Cori: 2-1 servito su un piatto d’argento grazie a un atteggiamento molle, arrendevole, quasi rassegnato della squadra, nella quale ha brillato per prontezza, tempestività e tasso tecnico il portiere Di Chiara, autore di almeno tre interventi decisivi che hanno impedito ai laziali di celebrare una festosa goleada.
Marco Amelia ha schierato la stessa formazione di domenica con l’eccezione di Lucarelli al posto di Anelli e forse non sa più neanche lui che pesci prendere per raddrizzare la baracca. Forse non sa come fare per modificare l’atteggiamento dei suoi calciatori e non se la sente neanche più di annunciare rinforzi che il club evidentemente non ritiene di dover acquistare. Significativo il fatto che, per due settimane di fila, è stata annullata la consueta conferenza stampa del sabato. Insomma, il quadro è desolante. E, anche da alcune indiscrezioni su presunti malumori interni ai massimi livelli, si avverte la sensazione che da un momento all’altro potrebbe esserci qualche “scossa”. L’allenatore avrebbe le ore contate.

