(Comincia con questo articolo di commento su Juventus-Cagliari la collaborazione di Nanni Boi, uno dei migliori giornalisti sportivi del Paese, sicuramente il più informato su tutto ciò che è stato e che è tutt’oggi il Cagliari, squadra di cui potrebbe scrivere un’enciclopedia, con un particolare focus su Gigi Riva, il suo mito di sempre).

Ti amo e Thi…agooo canta Davide Nicola su testi di Umberto Tozzi da lui stesso arrangiati. Non è la prima volta che l’allenatore del Cagliari fa soffrire il collega della Juve. I due s’incrociarono sulla panchina del Genoa nel campionato 2019-20. A una giornata dalla fine del girone di andata i Grifoni erano ultimi, staccati di quattro punti dalla zona salvezza. Thiago venne invitato a cercarsi alloggio e al suo posto arrivò Nicolino, non la nota pizzeria, ma Davide Nicola da Luserna San Giovanni. L’ex difensore scalò le posizioni e salvò il Genoa dalla retrocessione chiudendo quattro punti sopra la zona salvezza.
I rigori dell’inverno non sono ancora arrivati (e del resto non sarebbe possibile: siamo in autunno), in compenso prendiamo nota di quelli fischiati da Marinelli che hanno sancito il risultato di 1-1 tra Juve e Cagliari. Si lo so, sancito è un termine antipatico, un po’ goffo. Sembra quasi un diminutivo di Sancho (quello che di cognome faceva Panza, ma non solo). Ad ogni modo è un risultato che al Cagliari regala tre certezze.

La prima è che il duo di centrocampo Makoumbou-Adopo è intoccabile. Adesso. Con loro, la squadra è molto più compatta, e con Viola titolare lo spettacolo è assicurato. L’allenatore non si è lasciato incantare dalle sirene che volevano di nuovo in sella dall’inizio Marin e Gaetano. I due per ora devono accontentarsi di dare il loro contributo in corso d’opera. Cosi’ come Deiola.

La seconda certezza va oltre la semplice questione aritmetica: il punto in più in classifica ha un valore notevole nella convinzione di un gruppo che solo due settimane fa veniva giudicato insufficiente per affrontare la categoria. L’allenatore ha dimostrato coraggio: avesse schierato anche Luvumbo e Felici dall’inizio come ali pure, anziché tarparsele con due terzini camuffati (Augello e Zortea), sarebbe stato per me il massimo, ma forse sarebbe stato esagerato pretenderlo.

Il Cagliari aveva perso gli ultimi sette confronti diretti a Torino, ma soprattutto ha mantenuto un record pazzesco, quello stabilito con Reginato nelle prime otto giornate del 66-67. Regi tenne inviolata la porta per 712 minuti, record di imbattibilità iniziale che resiste da 58 anni e che in 123 campionati (compresi quelli in cui il torneo non venne giocato in un solo girone) nessuno è stato capace di eguagliare. Rossi del Milan nel 93-94 si prese quello di durata (929 minuti, poi battuto dai 979′ di Buffon. In assoluto regna Zoff con i 1143 minuti però in nazionale ai tempi di Riva), ma l’imbattibilità dall’inizio del torneo rischiava di passare a breve a Di Gregorio e Perin che nelle prime sei giornate non avevano preso gol. Poco meno di due partite e la Juve avrebbe soffiato il primato al Cagliari. Ma Marin dal dischetto e’ stato implacabile e per chi ha il cuore rossoblu la festa è stata doppia.

Nanni Boi