A forza di vedere il bicchiere mezzo pieno, si corre il rischio di ubriacarsi. Questo il primo pensiero, dopo la gara tra Olbia e Paganese, finita con un punteggio all’inglese a favore dei campani (gol dell’eccellente Mancino e raddoppio di Faella su rigore, dopo il fallo di Gonzalez sullo stesso giocatore ospite). Sarà pure vero che la squadra di Esposito è stata costruita per vincere il campionato, e dunque il suo tasso tecnico è superiore a quello dei bianchi, ma sarebbe sbagliato non sottolineare che il compito di Lucas Gatti, chiamato a tracciare la rotta di una navicella che imbarca acqua da tutte le parti anche quando il mare non è in tempesta, è davvero arduo. Certo, va riconosciuto il fatto che qualche trama di gioco si è notata nella parte finale del primo tempo e in qualche sprazzo della ripresa, ma è un po’ pochino per intravvedere segnali di ripresa soprattutto in funzione dei risultati da ottenere.
I REGALI. Non siamo ancora a Natale, ma quanto a regali l’Olbia si distingue. I due gol beccati oggi – come ha riconoscito il tecnico a fine gara – sono altrettanti regali serviti su un piatto d’argento. Mancino ha sbloccato, poi ha costretto al fallo in area un deludente Gonzalez. A quel punto, c’erano ancora 75′ da giocare e dunque esisteva la possibilità di poter rimettere il match in equilibrio. Ma, per farlo, sarebbero occorsi cattiveria, aggressività, magari supportate da una maggiore condizione atletica: elementi che purtroppo all’Olbia mancano.
L’ATTACCO. Difesa colabrodo, ma anche attacco asfittico. Se si ripensa ai tiri in porta o alle palle gol dell’Olbia, c’è solo da segnalarne una che, allo scadere del primo tempo, ha visto Furtado come protagonista (bravo il portiere ospite a neutralizzare). Dell’intero reparto offensivo, c’è da rivedere un bel po’ di cose, a partire dallo stesso prestante giocatore di colore. Costanzo, al suo rientro, ha confermato di possedere qualità interessanti, mentre rimane un po’ da rivedere la collocazione in campo dell’ottimo De Grazia, sicuramente il prodotto migliore dell’Olbia. Amelia lo impiegava come secondo trequartista (mai come unico), mentre Gatti lo fa partire da esterno destro (pur essendo mancino) con licenza di convergere in mezzo al campo per sfruttare le sue doti di autore dell’ultimo passaggio. Di questa scelta, l’allenatore si è detto arciconvinto, rispondendo a una precisa domanda del sottoscritto.
I NUMERI. Sarà una fissazione, ma ribadiamo che i numeri non mentono mai. Questa di oggi è la quinta sconfitta del campionato su sette partite giocate. Cinque i gol fatti, tredici subìti, peggior difesa del girone: la media è di poco meno di 2 a partita. Ultimo posto in classifica. Sempre a proposito di numeri, fa riflettere il dato degli spettatori paganti: 300, di cui 70 della Paganese (che hanno esposto uno striscione per ricordare Giuseppe Cozzolino: bravi). Insomma, anche questo è un elemento che va valutato, se si vuole condire con un po’ di ottimismo il cammino dell’Olbia calcio.
IL FUTURO. Di rinforzi, non si parla e lo stesso Gatti ha voluto precisare di non aver chiesto nulla alla società, convinto com’è di poter superare il momento no. La situazione è molto complicata, ma esistono ancora le condizioni per imbroccare la strada giusta. L’occasione è dietro l’angolo: mercoledì l’Olbia affronterà in trasferta il Trastevere. I tifosi forse hanno ancora un po’ di pazienza, ma bisogna trovare il modo per far ritrovare loro la fiducia e l’entusiasmo nei confronti dei loro beniamini.

