Poche parole per descrivere la situazione – a dir poco disastrosa – dell’Olbia. Anche la Puteolana fa mattanza al “Nespoli” (3-1). Sesta sconfitta, su nove partite. Mezz’ora di bel gioco (palla gol di De Grazia con intervento decisivo di Polverino). Poi, due regali del portiere dei bianchi: su azione di calcio d’angolo, Palma non ha avuto alcuna difficoltà a mettere dentro la palla, sulla respinta della traversa con Di Chiara (che avrebbe potuto alzarla in corner) fermo, e dopo sette minuti l’estremo difensore olbiese si è fatto uccellare da un tiro dalla distanza (poco più avanti del centrocampo) dello scaltro Mungo che lo ha visto fuori dai pali. Il terzo gol (35′) è scaturito da una palla persa stupidamente a centrocampo da Costanzo, con Damacco che ha trasformato dopo aver avuto la meglio sui difensori di casa. Gol della bandiera di Lucarelli, su azione di calcio d’angolo.

Il quadro si completa con un secondo tempo quasi insignificante e soprattutto con una dura contestazione a fine gara da parte dei supporter della Curvamare (che non avevano esposto alcuno striscione, attuando una sorta di sciopero del tifo) nei confronti della squadra e dello stesso allenatore. Anzi, Gatti ha voluto parlare con gli ultras e, negli spogliatoi, ha poi spiegato che lo ha fatto “perché in questo momento dobbiamo essere umili e trovare il sistema per uscire da questa difficilissima situazione. E per farlo abbiamo bisogno di sentire le ragioni di chi protesta perché è legato alla squadra e alla città. Ma i tifosi devono sapere che, fin che io sarò qui a guidare l’Olbia, noi tutti lotteremo con ogni mezzo per superare questo momento”. A precisa domanda sulla consistenza tecnica dell’Olbia, Lucas Gatti ha risposto: “Io ho questi giocatori a disposizione, gli stessi che oggi sono partiti molto bene, fino al primo gol della Puteolana”.

C’è poco altro da aggiungere se non che questo è uno dei momenti più bui del calcio olbiese e di una società che esiste da quasi 120 anni.