Dal silenzio del dopo Ilva al messaggio esplicito mandato un po’ a tutti. Ze Maria è appena uscito dalla doccia dopo aver diretto la seduta di rifinitura in un terreno di gioco che ha visto giorni migliori, ed è pronto ad accompagnare alle frasi scontate sull’importanza della partita e dalla “assoluta necessità di vincere” dopo due schiaffoni consecutivi (quello contro llva fa ancora male) alcuni concetti-base che coinvolgono tutto il club. “Mancano sedici partite – commenta – e man mano che andiamo avanti il numero si assottiglia sempre di più, ma gli acquisti di cui ho sempre parlato e che ho richiesto alla società non sono mai arrivati, a parte Della Salandra, che comunque è un giovane. Mi rendo conto dell’esistenza di alcuni problemi, delle difficoltà incontrate e delle traversie che hanno investito tutto e tutti, e dunque non posso far altro che arrangiarmi con chi ho a disposizione, ma è ovvio che, in mancanza di novità, a un certo punto bisognerà pure fare il punto”. Un modo come un altro per ribadire che il confronto con la proprietà diventa indispensabile, a prescindere dall’ostacolo di domani contro il Latte Dolce.

La partita. Stando ai numeri, è una lotta impari. Il pronostico è tutto dalla parte degli ospiti. La seconda squadra di Sassari ha dieci punti in più in classifica e il morale alle stelle. Lo staff tecnico ha minuziosamente analizzato l’Olbia, mettendone in mostra pregi e difetti, e la squadra punta al risultato pieno. Il suo attacco è il più prolifico del girone e la difesa dell’Olbia è la più perforata. Numeri che vanno interpretati, senza esserne schiavi. “Tutte le partite, da domani in poi – sentenzia il tecnico brasiliano – dovranno essere interpretate come finali del campionato mondiale o di Champions League: ce lo siamo detti e ridetti in questi giorni con i ragazzi, mi pare che al netto degli intoppi recenti anche loro si siano convinti che questa è l’unica strada da percorrere”.

Daniele Ragatzu potrebbe rientrare a Olbia, ma Ze Maria chiede di parlare con lui prima di decidere

Il caso Ragatzu. Appena sbarcato a Olbia, chiedemmo a Ze Maria se fosse ipotizzabile un ritorno all’ovile di Daniele Ragatzu, come invocavano (e continuano a farlo) i tifosi. Il mister rispose che il giocatore (suo coetaneo) non rientrava nei programmi dell’Olbia. Oggi, a domanda precisa sull’ipotesi concreta che il fantasista di Quartu possa indossare ancora la maglia bianca, ha chiarito: “So che esistono contatti con Ragatzu, ma prima di dare l’ok da parte mia, ho bisogno di parlare con il giocatore. Il suo talento e la sua esperienza potrebbero essere utili alla causa, ma ribadisco: è necessario un discorso ravvicinato tra me e lui”. Sul piano tecnico? Sul suo utilizzo in campo? Queste le due domande. E Ze Maria: “Su tutto”.

Formazione. Nessuno si permette di chiedere anticipazioni sull’undici che verrà scelto per affrontare i sassaresi. Il quadro generale è caratterizzato dalla forzata assenza per squalifica di due elementi come De Grazia e Furtado. “Farò le mie scelte sulla base dell’organico a dispsizione, so solo che dovrò convocare ragazzi del 2008, del 2007…”. Ze Maria, sul punto, ha ragione: conta poco conoscere i nomi di andrà un campo; piuttosto conta invece quale sarà lo spirito con il quale si affronterà l’avversario. “Mi sono fatto un’idea di questo girone – aggiunge Ze Maria – squadre imbattibili non esistono, l’Olbia se la può giocare con tutte, al netto degli errori commessi in campo e fuori”.