Lui, Graziano Delrio – senatore, di 64 anni, medico, cattolico, nove figli, dal 2004 al 2013 sindaco di Reggio Emilia (la sua città, guidata con passione e competenza), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Matteo Renzi premier, ex ministro dei Trasporti ed ex capogruppo del Pd alla Camera – la chiama “sorgente di pensiero” e nega che esistano trappole o “secondi fini” nei confronti del Partito in cui milita. Ma anche i bambini sanno che i democristiani sono stati (e sono, visto che non hanno mai abbandonato la scena politica) bravissimi nel trovare definizioni eleganti e raffinate per evitare vocaboli che possano sembrare inopportuni o non politicamente corretti. Uno di questi è “corrente“, tanto di moda nei partiti italiani ieri come oggi. Il lungo preambolo è necessario per una notizia fresca fresca: oggi a Milano (ma anche a Orvieto, come vedremo) c’è una riunione organizzata proprio da Delrio, la convention di “Comunità democratica“, una… sorgente di pensiero dalla quale berranno anche alcuni big del Partito Democratico sardo: il vicepresidente della Regione nonché assessore al Bilancio Giuseppe Meloni, l’ex parlamentare (attuale commissario straordinario della Provincia di Sassari) Gian Piero Scanu e l’ex sindaco di Alghero (nonché ex consigliere regionale di Progetto Sardegna) Mario Bruno. È stato proprio l’ex ministro – di casa in Gallura, in particolar modo a Olbia, dove trascorre le vacanze non solo d’estate – a invitarli espressamente, dopo aver scelto una data significativa (il 18 gennaio del 1919 don Luigi Sturzo fondò il Partito popolare italiano), a una sorta di assemblea costituente di un un’ampia fascia di cattolici e riformisti, e soprattutto non allineati e coperti rispetto alle posizioni della segretaria del partito Elly Schlein, forse considerata troppo a sinistra, nonostante stia ottenendo risultati positivi in termini di consenso elettorale da quando ha preso in mano le redini dei Dem.


Graziano Delrio ovviamente non è solo: lui sarà l’apripista di “Comunità democratica”, che può contare sull’adesione di pezzi da 90 della politica italiana, come l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, di Pierluigi Castagnetti (79 anni, 5 legislature alla Camera, democristiano d’antan, ultimo segretario del Ppi, già capogruppo della Margherita e soprattutto amico di Sergio Mattarella). Accanto ai “reggiani” di cui Delrio è sempre stato un fedelissimo (Prodi è di Scandiano, mentre Castagnetti è del capoluogo, città del Tricolore), la pattuglia può contare sull’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che quasi sicuramente ricoprirà il ruolo di federatore, e sull’ex premier Paolo Gentiloni, il quale però oggi è a Orvieto. Nella città umbra è in programma l’assemblea nazionale di Libertà Eguale, un’associazione nata 25 anni fa che ha sempre operato nell’ambito del centrosinistra, privilegiando i temi di una cultura politica liberale e riformista. Previsti gli interventi dell’ex segretario nazionale del Pd Piero Fassino, di Benedetto Della Vedova, Lorenzo Guerini, Pina Picierno, Ivan Scalfarotto. Lungo l’asse Milano-Orvieto insomma si ridisegna la geografia interna del Partito Democatico sulla base di un progetto che porta a un netto avvicinamento al Centro, ritenuto spesso da molti osservatori come il settore decisivo per vincere le elezioni. Del resto, Graziano Delrio, anche in una recentissima intervista ha sottolineato che “ci sono due grandi sfide da affrontare: la crisi della democrazia e quella del senso comunitario, per cui, visto che i partiti da soli non ce la fanno, serve una mobilitazione forte e popolare”. Ora si tratterà di osservare quali ripercussioni avrà in Sardegna (e in Gallura) la scelta di Meloni e Scanu (probabilmente anche altri li seguiranno) di aderire a questo gruppo, ma avremo tempo per parlarne.



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