Un punto, un brodino si diceva una volta. L’Olbia se la gioca a Monterotondo, si dimostra vivace nel secondo tempo ma anche i laziali dicono la loro, e vanno molto vicini al gol. Glielo nega la difesa dei bianchi (pardon, degli azzurri visto che la maglia bianca la indossano, quasi a sfregio, i padroni di casa), e lo stesso portiere Di Chiara, confermato tra i pali, e autore di un paio di ottimi interventi, tra cui una decisiva deviazione sul palo su una palla gol di Menghi, forse con Ceccarelli il migliore dei romani. Un punticino fuori casa è sempre meglio che niente, si dirà, ma oggi un’Olbia troppo lenta e imprecisa nella prima frazione di gioco, puntava a conquistarne tre per superare la formazione laziale e per togliersi da una posizione scomoda in classifica che anche oggi equivale al piazzamento play out. Schierata con il consueto 4-2-3-1, con Furtado unico terminale offensivo (clamorosa occasione, la sua, allo scadere del primo tempo, com palla deviata in angolo dal portiere di casa), l’Olbia ha pensato a difendersi con ordine (bene Buschiazzo, dopo una piccola svista a inizio gara, molto bene capitan Arboleda, la cui continuità di rendimento è una delle note liete di quest’Olbia), per agire di rimessa e un paio di volte la formula ha funzionato nella seconda parte del match. Va segnalato che l’allenatore dell’Olbia, a inizio ripresa, ha sostituito De Grazia e Furtado con Marroni e Della Salandra). La mossa è apparsa corretta a metà, nel senso che l’attaccante olbiese (a parte l’occasionissima descritta poco fa) non ha brillato, come del resto era accaduto sette giorni prima contro l’Anzio in casa, mentre è abbastanza incomprensibile la scelta di mandare a fare la doccia prima del tempo a un elemento come De Grazia, intelligente sul piano tattico oltre che capace di andare in gol, com’è già accaduto in altre circostanze. Niente da eccepire invece su Della Salandra, che si sta rivelando degno di fiducia e anche lui ha avuto l’opportunità di sbloccare con un’eccellente conclusione dalla distanza che ha sfiorato il palo. Ragatzu, infine. Si vede che Daniele non è ancora al top (ha tentato una rovesciata al volo in area che, se si fosse trasformata in gol, avrebbe fatto.. crollare lo stadio), ma risulta essere un elemento determinante per l’acume tattico, la pericolosità potenziale e la capacità di lanciare il compagno smarcato. Appena tornerà a sognare (e accadrà presto), si rigenererà. Sabato al “Nespoli” approda il Cassino: vedremo se e in quale modo il tecnico modificherà la formazione in base ai nuovi acquisti. “Dobbiamo accontentarci – ha dichiarato il tecnico a fine gara -: sapevamo che gli avversari puntavano molto sul possesso palla e che avrebbero giocato a viso aperto. Però oggi l’Olbia è una squadra vera, concreta, capace di dare soddisfazioni”.