Ci sono gesti che riempiono il cuore, uno di questi è donare, poiché, come scriveva San Francesco , è donando che si riceve e ci si ritrova arricchiti. Queste sono le parole del presidente dell’Avis di Olbia Gavino Murrighile che questa mattina, insieme alle volontarie dell’associazione e alla direttrice sanitaria Daiana Giangrande, grazie anche alla disponibilità del direttore sanitario dell’ospedale olbiese Raffaele De Fazio, ha voluto omaggiare il personale di tutti i reparti del “Giovanni Paolo II” con un simbolico gesto di affetto e ringraziamento per il loro continuo supporto attraverso la sensibilizzazione della cittadinanza alla donazione del sangue. Un vassoio di frittelle in occasione del carnevale. Il sangue e gli emocomponeti sono un’esigenza prioritaria nella classifica delle necessità di ogni struttura ospedaliera, e questo lo sanno bene gli operatori sanitari che si trovano ogni giorno ad affrontare situazioni in cui anche una unità di emazie diventa un tesoro prezioso da tenere pronto in caso di bisogno, come durante gli interventi chirurgici, nel periodo post operatorio, per le diverse patologie onco-ematologiche che sono causa di anemia e per le emergenze ed urgenze come emorragie acute traumatiche o spontanee da patologie occulte ed altre ancora. L’Avis di Olbia, grazie alla generosità della popolazione e alle diverse iniziative proposte con l’intento di sensibilizzazione dei cittadini galluresi , ha visto l’ incremento graduale negli ultimi anni delle donazioni di sangue, avvicinandosi sempre di più all’aspirato target dell’autosufficienza territoriale. Questo risultato è in linea con quello nazionale, infatti, ogni anno il Ministero della Salute, sulla base delle indicazioni fornite dal centro nazionale del sangue e dalle strutture regionali di coordinamento, presenta il programma di autosufficienza nazionale, che attraverso la valutazione del fabbisogno e il consumo di sangue, stabilisce quali siano le necessità in base alla popolazione. L’autosufficienza di sangue ed emocomponenti significa anche riduzione importante delle spese che il sistema sanitario deve affrontare per acquistare il prezioso bene all’estero quando questo è carente nel territorio. Dunque, possiamo dire che gli olbiesi dimostrano sempre di più di essere un popolo unito, sensibile ed attento alle necessità della comunità soprattutto di quella più fragile. Ed ecco che sopraggiunge il piacere da parte dell’Avis di ringraziare ed omaggiare con un “dolce” gesto chi silenziosamente si spende ogni giorno, oltre che nella professione, anche nel lavoro di continuo coinvolgimento della popolazione al raggiungimento di quell’aspirato risultato di autosufficienza ematica , un risultato che tradotto più semplicemente vuol dire una, dieci, cento…mille vite salvate.