Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Dopo che noi europei ci siamo svenati per sostenere le ultime guerre americane (Afghanistan e Ucraina), dopo che abbiamo gonfiato di commesse la loro industria bellica e la loro produzione energetica, adesso per tutto ringraziamento gli USA ci dichiarano la guerra commerciale e ci impongono di aumentare le spese militari a scapito della spesa sociale. Al povero Zelensky, che pure aveva messo a disposizione il suo paese, gli USA adesso chiedono un risarcimento di 500 miliardi di dollari e non si prendono neanche la briga di coinvolgerlo nei negoziati con Mosca. I leader europei mi ricordano quei soldati, che, dopo essersi auto mutilati nelle parti intime, ricevono il contrordine del capitano: ragazzi non era SCOGLIONATEVI, ma SCAGLIONATEVI. Nonostante tutto, la Von der Leyen e qualcun altro non vogliono smettere di giocare alla guerra, forse perché non ancora informati del fatto che il vero nemico degli USA è la Cina o, forse, perché pensano che un massiccio riarmo possa rilanciare l’economia europea. Eppure basterebbe conoscere la storia per evitare simili brucianti disillusioni. Nel 1980 l’Iraq di Saddam Hussein fu spinto dagli Stati Uniti a ingaggiare un conflitto quasi decennale contro l’Iran di Khomeyni (la cosiddetta guerra per procura), poi, quando Saddam presentò il conto, il governo americano gli dette il benservito. E qualche anno più tardi fu lui a pagare con la propria vita. Più fortunato fu Noriega, presidente di Panama dal 1983 al 1989, già uomo della CIA, il quale dopo l’invasione del suo paese, fu catturato dai marines e condannato a una lunga pena detentiva negli States. E proprio pochi anni fa l’amministrazione USA, dopo una guerra ventennale, si è messa d’accordo con i talebani, senza neanche coinvolgere il governo afghano da loro sostenuto, e, in pochi giorni, ha abbandonato il paese ed i suoi amici locali. Scioccanti sono quelle immagini che ci mostravano cittadini afgani disperati, che si attaccavano agli aerei statunitensi in pieno decollo. Di questi casi se ne possono menzionare decine a testimonianza del fatto che siano democratici o repubblicani, i presidenti americani mettono in primo piano sempre e comunque gli interessi de loro Paese, a differenza di molti governi nostrani. Adesso europei e canadesi, questi ultimi sempre in prima fila in tutte le guerre americane, piangono lacrime amare, ma tanto, si sa, chi piangerà sul serio saranno i popoli ed in particolare i lavoratori, che nelle decisioni importanti contano meno dell’asso di picche.
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“È sbagliato pensare che un massiccio riarmo possa rilanciare l’economia europea”
Dopo che gli europei hanno sostenuto i conflitti americani in Afghanistan e Ucraina, ora gli Usa ci dichiarano la guerra commerciale e ci impongono di aumentare le spese militari a scapito della spesa sociale. Alla fine saranno i lavoratori a dover patirne le conseguenze
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Volodymyr Zelensky
