Alla Baia del Sole, il sole non c’era: si era nascosto per un paio d’ore, ma questo non significa che la grande Stella (la più vicina alla terra) non compaia a lungo per una stagione che tutti vorrebbero lunga e non compressa ai due soli mesi canonici. Antonio Morandin (dal cognome si capisce la sua origine veneta) è un imprenditore illuminato che crede in sé stesso e nella sua famiglia, e soprattutto crede che da un struttura fatiscente e abbandonata per decenni si possa ricavare un complesso piacevole e intrigante, composto fatto da 27 suite a due passi dal mare, con tanto di ristorante, piscina e reception. Siamo a sud di Olbia, a poca distanza dall’imponente struttura del “Mater Olbia”, a due passi dal Lido del Sole, mitica località balneare nata negli anni 60, passata alla storia per la frequentazione di molti giovani olbiesi dell’epoca che l’affollavano di giorno, e di molti altri diversamente giovani che partecipavano a serate di gala ed elezioni di miss Sardegna. Ecco, il villaggio di Morandin – un omone dai modi gentili (ex giocatore di basket), innamoratissimo della Sardegna – è quello che una volta ospitava un campeggio, a un tiro di schioppo dalla spiaggia delle Saline (c’è anche una via chiamata “Punta Calvone“), il cui proprietario (una società di Torino) ha deciso di vendere dopo averlo tenuto chiuso per quasi 25 anni. “Ci ho creduto subito – racconta Morandin -, e ho deciso, insieme con la mia famiglia, di investire denaro ed energie in un complesso che si colloca in un ambiente naturale di pregio e di enorme significato storico”. Sotto la regìa di Carmela che accoglieva gli ospiti con grande garbo e professionalità, il taglio del nastro è stato affidato al sindaco di Olbia Settimo Nizzi (presente anche il primo cittadino di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai) – che ha voluto visitare la struttura ricettiva prima di partecipare a un brindisi beneaugurante, di fronte a un sontuoso buffet. A fare da cornice, ecco il gruppo Folk di Olbia che ha regalato ai presenti (un po’ infreddoliti per un Eolo che si è preso qualche licenza di troppo) una performance di alto livello con un finale tutto dedicato allo scottis, il magnifico ballo gallurese. “Io penso – ha concluso Morandin – che il contesto nel quale sorge la nostra proposta turistica sia un esempio di salvaguardia dei temi ambientali in una location densa di storia e di potenzialità notevoli. Ecco, il mio auspicio è che i nostri sforzi siano apprezzati da tutti, a partire da chi, come noi, ama la Sardegna in maniera viscerale, ma anche da coloro che magari colgono l’occasione per conoscerla attraverso la nostra proposta”.