Avanti c’è posto, ancora con la Swiss Pro. Tutto lo fa pensare. In assenza di notizie certe, illustrate o confermate dalla società elvetica, sembra essere questa la sorte dell’Olbia calcio. Il silenzio per ora è la strada scelta dai vertici del sodalizio che però – stando ad alcune indiscrezioni – starebbero lavorando alacremente non solo per allestire una squadra competitiva partendo dai pezzi forti della stagione passata, ma addirittura per costruire un ponte, per meglio dire una solida connessione tra il club e la città, il suo tessuto sociale, la sua storia, i suoi sostenitori. Questa connessione – è bene sottolinearlo – fino a oggi ha latitato o è stata assai lacunosa, e in ciò si sono distinti non solo l’attuale proprietà ma anche quella precedente che faceva capo ad Alessandro Marino, condottiero nelle otto stagioni di serie C.

Murat Yiliz, l’investitore turco che ha consentito il pagamento degli stipendi di aprile ai dipendenti dell’Olbia

BENNO. Il più attivo di tutti, di questi tempi, sembra essere Benno Raeber, che ormai si è innamorato della città, al pari del presidente Guido Surace. L’incarico di svolgere la funzione di braccio operativo della proprietà è stato (ri)affidato al direttore tecnico Manuel Gonzalez, che continua a fare il trait d’union tra la Swiss Pro e il resto del mondo. Per capire meglio qual è lo stato dell’arte dell’Olbia, a questo punto è obbligatorio (ri)tirare ancora in ballo il finanziatore turco Murat Yiliz, che, al di là di una certa ironia manifestata da qualcuno, sta tirando fuori i quattrini per risolvere alcune pendenze (almeno una parte) e soprattutto per pagare gli stipendi di calciatori e dipendenti, com’è accaduto di recente per le spettanze di aprile. Sulla base delle sue direttive, infatti, pare che un elemento di sua fiducia stia per entrare (o addirittura lo abbia già fatto) nel board societario con il compito di guidare e controllare le scelte, le decisioni e la strategia. Benno Raeber è sempre in città e pare stia mettendo in atto una serie di iniziative che tendono a coinvolgere anche ex dirigenti dell’Olbia a dare una mano per una sorta di rilancio d’immagine e per arrivare a un rapporto chiaro e cordiale con la stessa amministrazione comunale.

VIETATO IGNORARE NIZZI. In proposito, è bene che l’Olbia calcio sappia che è fondamentale coinvolgere in qualsiasi progetto (anche se si tratta di tracciare il campo di gioco o di svitare una lampadina) il sindaco Settimo Nizzi in prima persona. Tutte le altre scorciatoie che si volessero praticare, sarebbero destinate a un completo fallimento: se qualcuno pensasse di poter scavalcare il primo cittadino, magari con l’aiuto di chi millanta questo potere, non ha capito nulla.

Daniele Ragatzu, cento gol con la maglia dell’Olbia

LA SQUADRA. Il direttore tecnico avrebbe anche ricevuto l’incarico di trattare con i calciatori risultati decisivi per la conquista della salvezza, dopo il periodo fortemente negativo attraversato dalla squadra. In primis, ci sono Daniele Ragatzu e Roberto Biancu, i gemelli “siamesi” dai quali l’Olbia vorrebbe ripartire. Ma, accanto a loro, vannox segnalati i vari Buschiazzo, Arboleda, Maspero, De Grazia e lo stesso Costanzo che, scherzando e ridendo, ha segnato 10 gol e ha convinto anche i più scettici sulle sue capacità tecniche. Ebbene, da un primo passaggio, si sarebbe arrivati a un “sì” da parte dei giocatori citati poco fa E, come base di partenza, la strada sembra essere quella giusta. Gonzalez sta anche occupandosi di trovare una località adatta per svolgere il ritiro precampionato. La prima scelta è Olbia per i motivi accennati poco fa: se i calciatori si preparassero in città, si rafforzerebbe quel legame con la gente mancato fino a oggi. Pensare ai campi del Geovillage, però, è sbagliato. Il direttore del Cipnes Aldo Carta infatti avrebbe già inviato una comunicazione ufficiale nella quale si annuncerebbe la “decadenza della convenzione di comodato” tra l’ente e il club e l’invito “all’immediato rilascio e alla riconsegna” dell’impianto entro il 31 maggio “per la perdurante e oggettiva grave inadempienza agli obblighi prestazionali”. In alternativa a Olbia, esistono anche le varianti di Berchidda (scelta per molte stagioni nel passato), Calangianus e Monti. L’ipotesi Buddusò, sede del ritiro tanto cara alla gestione Marino, non è stata neanche presa in considerazione.

NESSUN NUOVO SOCIO. Sulla base di tutti questi elementi – ripetiamo: in assenza di notizie ufficiali, bisogna arrangiarsi – sembra ormai sfumata la possibilità che la proprietà del club passi ad altri gruppi imprenditoriali, veri o presunti, di cui si è mormorato negli ultimi mesi. I contatti con Surace e Raeber ci sarebbero stati, ma non si sarebbe mai arrivati a qualcosa di concreto perché la volontà dei possibili acquirenti delle quote sarebbe stata quella di governare l’Olbia in completa autonomia, senza dover essere in società con la Swiss Pro. Le prossime mosse ora sono: l’iscrizione al campionato di serie D (che andrà corredata dal bilancio), la scelta dell’allenatore, la sede del ritiro e la comunicazioni ai tifosi e all’universo mondo degli obiettivi della stagione 2025/26.