Che il “Mater Olbia” non si culli sugli allori. Se l’ospedale di proprietà della Qatar Foundation Endowment che opera in partnership con il Policlinico Gemelli di Roma crede di poter vivere tranquillamente in regime di monopolio, non ha fatto i conti con l’imminente apertura di due cliniche private che stanno per sorgere a Olbia, diventata una sorta di Eldorado, proprio nel momento in cui la sanità pubblica rappresenta in Sardegna l’emergenza più grave, irrisolta e dispendiosa per le risorse regionali (la metà del bilancio è destinato proprio alla sanità) oltre che un dramma per chi ha bisogno di cure e di visite specialistiche. Sarà perché Olbia cresce in modo costante a differenza di tutte le altre città sarde (i residenti ufficiali sono circa 63mila, ma dai consumi di energia elettrica e dalla quantità di rifiuti conferiti si calcola che i residenti “clandestini” siano almeno altri ventimila). Questi numeri, uniti al riconosciuto dinamismo economico che contraddistingue Olbia, hanno indotto alcuni gruppi privati a investire risorse importanti proprio nel settore della sanità malata. Due nuove cliniche private si stanno affacciando nel teatro cittadino quasi in contemporanea: tutt’e due hanno presentato i loro progetti allo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suape) del Comune.

Il primo progetto è della Costa Clinic Srl, società con sede a Olbia (via Nanni) che sta realizzando un moderno centro medico nella zona della Basa, a poca distanza dalla caserma dei vigili del fuoco. Qui è in corso un poderoso intervento di ristrutturazione e ammodernamento su un edificio che in passato ospitava una piscina e una palestra. La società ha già richiesto la convocazione di una conferenza di servizi per ottenere il parere di compatibilità necessario alla realizzazione di strutture sanitarie di media e alta complessità. Costa Clinic ha il suo core business, nei settori di fisiatria, reumatologia, dermatologia, medicina estetica. Sempre al Suape è stato depositato l’avvio del procedimento unico per la creazione di una struttura sanitaria di media complessità da parte della Home Medicine, una srl con sede legale a Milano. La clinica sorgerà in viale Aldo Moro e punta a portare a Olbia un modello di sanità innovativa: quello dell’e-Healthcare, fatto di cure domiciliari e servizi di telemedicina per pazienti con bisogni clinici complessi, affetti da pluripatologie o condizioni di fragilità. Anche in questo caso l’obiettivo è ottenere l’accreditamento con il sistema sanitario regionale e accedere alla convenzione. Così come accade per il “Mater Olbia”, struttura accreditata fin dalla sua nascita, che nel 2023 ha otttenuto ricavi per 56,4 milioni di euro, circa 10 in più rispetto all’anno precedente. E nel 2024, i ricoveri sono cresciuti del 34%, mentre gli interventi chirurgici sono aumentati del 47%. Il bacino principale resta quello gallurese, ma il 42% dei pazienti arriva da altre zone della Sardegna e un 6% dal resto d’Italia. Insomma, dopo il numero impressionante dei supermercati sorti in città negli ultimi tempi (e ce n’è ancora qualcun altro pronto ad aprire), la sanità privata a Olbia è destinata a diventare un settore portante.