Il mistero sul “divorzio” (non consensuale) tra l’Olbia calcio e il suo Team manager è durato pochissimo. Con una nota ufficiale della società – che pubblichiamo integralmente, a scanso di equivoci – la notizia da noi anticipata viene confermata. Non possiamo fare a meno di osservare però che si stanno commettendo gli errori della stagione passata, a proposito di una comunicazione tra club e mondo dell’informazione non proprio esemplare, come lo stesso plenipotenziario Benno Räber ha onestamente ammesso nel corso dell’ultima conferenza stampa. Insomma, se le motivazioni di quello che comunque è un allontanamento fossero state rese note immediatamente dalla società, non ci sarebbe stato bisogno di diramare un comunicato di tot righe per spiegare quello che non è stato spiegato subito, dopo la decisione di “non rinnovare” il contratto a Gianni Casula. Contratto che comunque, come si legge nella nota, scadrà il 30 giugno e non in queste ultime ore: dal documento diramato poco fa, infatti, si evince che Casula abbia già ricevuto la comunicazione del “divorzio” non consensuale. Ecco comunque il comunicato.
“In merito alla notizia circolata oggi, 18 giugno 2025, sull’“allontanamento” del Team Manager Gianni Casula, la società Olbia Calcio 1905 ci tiene a precisare, innanzitutto, che non ritiene opportuno discutere pubblicamente delle prestazioni dei suoi dipendenti, per questioni di rispetto reciproco e, soprattutto, in virtù di un vigente contratto di riservatezza tra le parti. In secondo luogo, è importante tenere nella giusta considerazione il fatto che il Club è in una fase di riorganizzazione della sua struttura gestionale, compresa quella della squadra, con cambiamenti che interverranno anche nell’alloggio e nell’alimentazione. A tal proposito, per la prossima stagione calcistica, non è più prevista la tradizionale figura del Team Manager. Entrando, poi, più nel merito del contratto del signor Gianni Casula una precisazione va fatta. Si tratta di un contratto a tempo determinato con scadenza 30 giugno e, dunque, non è appropriato parlare di allontanamento o di licenziamento, quanto più di mancato rinnovo. Un fatto, questo, da cui non si può dedurre nulla sul rendimento lavorativo di una persona”.

