Bella è bella. E lei – la ministra che ama la Sardegna – lo sa. È anche molto fotogenica. E sa anche questo. Anna Maria Bernini arriva a Olbia proveniente da Lula, dov’era stata fin dal mattino per la seconda visita nelle miniere di Sos Enattos. Una tappa per rafforzare la scelta del sito di Lula come sede di una fetta di Einstein telescope. Un nuovo sostegno del governo, per la candidatura congiunta di Sardegna e Sassonia, che prevede la costruzione di due interferometri nei rispettivi territori secondo una configurazione a “doppia L”.
Arriva a Olbia, si diceva, per indossare i panni della dispensatrice di cultura (“sono la madre di… 90 figli, tante sono le università nel nostro Paese”) e di parole amorevoli nei confronti di una terra “nella quale mi piacerebbe abitare”, ha commentato di fronte al sindaco Settimo Nizzi, ai rettori degli atenei di Cagliari e Sassari Francesco Mola e Gavino Mariotti (il suo mandato scadrà il 7 dicembre), al presidente di UniOlbia Aldo Carta e a una marea di autorità (prefetto, questore, vertici militari). Ah, poi, ci sono loro, gli altri. Quelli che sono in perenne campagna elettorale e non possono mancare con tutti quei fotografi e operatori chiamati a immortalare la scena. Già, la scena. La ministra è bravissima nell’occuparla, interprendando diversi ruoli.

Indossa il casco bianco, durante il sopralluogo nel cantiere di Corso Umberto che sara la sede che ospiterà il corso di laurea in Economia e management del turismo, attualmente ospitati al primo piano dell’aeroporto Costa Smeralda. Controlla i progetti, alterna domande tecniche a battute, snocciola lodi sperticati verso “chi ha lavorato perché tutto ciò accadesse e stia accadendo. Vogliamo creare una struttura che accolga un’università ancora più internazionalizzata – ha dichiarato l’esponente del governo – La Sardegna è un luogo naturale di internazionalizzazione, non a caso i corsi che si terranno nella prossima struttura saranno quelli in lingua inglese di economia e management del turismo sostenibile. Io punto molto sulla Sardegna e sulla creazione e di una comunità scientifica e quindi anche accademica, ma soprattutto punto sulla Sardegna come hub di conoscenza e sviluppo tecnologico anche per cervelli che vengono da fuori. Il resto del mondo dovrebbe avvicinarsi alla Sardegna per farne un luogo di incontro e formazione”.
La visita della è poi proseguita alla Pte, la Piattaforma tecnologica europea destinata a diventare la sede del Dipartimento dell’innovazione dell’università di Sassari. La location si affaccia sul golfo di Olbia e sarà pronta entro 18 mesi, come ha spiegato il direttore del Cipnes.
L’ultima tappa, quando cominciava a far buio, al Geovillage, nel nuovo campus Cool & Young Residence, realizzato dal Gruppo Alma grazie ai fondi Pnrr del ministero. Gli alloggi per gli studenti sono quasi pronti e in una sala c’è stata un’improvvisata conferenza stampa nel corso della quale, dopo i saluti di Nizzi e dei due rettori, Anna Maria Bernini – con un eloquio sciolto e denso di complimenti – ha virtualmente abbracciato coloro che “hanno reso possibile tutto ciò”.


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