Oggi abbiamo chiesto all’Olbia calcio se fosse prevista la diramazione di qualche comunicato stampa, a un giorno dalla scadenza dei termini per l’iscrizione in serie D. La risposta è stata negativa, e dunque – anche in mancanza di comunicati ufficiali da parte della Covisod – bisognerà pur sforzarsi di fare il punto della situazione sulla base di notizie e indiscrezioni che arrivano numerosi ai cronisti, visto il forte interesse che sta suscitando questa storia dell’Olbia, sempre più simile a una telenovela.
- La Covisod. L’ente di controllo avrebbe rammentato privatamente alle società quali sono i requisiti ritenuti essenziali per poter essere iscritti: al primo posto ci sono le liberatorie, cioè le dichiarazione dei calciatori e dei dipendenti che certifichino di aver incassato le loro spettanze. Fermo restando che la situazione più compromessa sembra essere quella del Matera che non avrebbe depositato nessuna liberatoria (non sarebbero state pagate numerose mensilità), c’è il caso dell’Olbia, che ha esibito gli attestati di pagamento fino al mese di aprile. All’appello della documentazione presentata mancherebbero poco meno di 20 liberatorie relative agli stipendi di maggio; altri invece hanno firmato aderendo alla proposta di alcuni consulenti del club di pagare con criptovalute da trasformare in un secondo momento in euro.
- Cherchez l’argent. Qualcuno si chiederà: ma questi (eventuali) soldi da trovare entro il 21 luglio da dove arriverebbero? Pare del tutto escluso che possano arrivare da Murat Yilmaz, l’investitore turco che fino a oggi ha garantito quasi da solo la sopravvivenza dell’Olbia. Il fatto che Benno Raeber da qualche giorno si trovi fuori Olbia (sono presente in città invece il presidente Guido Surace e il direttore tecnico Manuel Gonzalez) ha autorizzato i più ottimisti a pensare che la sua trasferta tragga origine proprio dalla ricerca di una cifra non molto lontana da 150mila euro. Riuscirà il nostro eroe nell’impresa? Le scuole di pensiero sono due: della prima – l’ipotesi positiva – abbiamo detto; secondo l’altra, gli sforzi saranno vani, nel senso che si rischia di arrivare fuori tempo massimo..
- La Regione. Pare che una fonte di finanziamento possa essere la Regione, che avrebbe comunicato all’Olbia di averle destinato un finanziamento di circa 240mila euro relativi al 2024, dopo l’esame della relativa rendicontazione. Da questo importo però dovranno essere defalcati circa 71mila euro per un pignoramento presso terzi da parte di alcuni fornitori e/o dipendenti e altre spese a favore dell’erario e dell’Agenzia delle Entrate. A occhio e croce, rimarrebbero proprio quei 150mila euro che servono come il pane se si vuole evitare il patatrac. Domanda: questo credito (vero o presunto) è esigibile in tempi brevi?
- Gli acquirenti. Olbia è piena di voci secondo le quali diversi gruppi sarebbero pronti a rilevare l’Olbia. Si parla di cordate locali (con in testa qualche ex presidente di altri club di Olbia insieme con qualche calciatore che nel passato ha indossato la maglia bianca), ma anche di operatori economici della Capitale e dello stesso Roberto Felleca, l’imprenditore cagliaritano che ha già provato ad atterrare a Olbia (con lui arriverebbe, anzi tornerebbe, Ninni Corda), ancora interessato all’operazione a condizione però che ci sia l’iscrizione e che Benno Raeber e Guido Surace cedano le quote senza sparare cifre iperboliche. In questa situazione
- potrebbe trovarsi anche l’ex presidente Alessandro Marino, titolare insieme con Gianrenzo Bazzu (al quale piacerebbe assai diventare il numero 1 del club) e Alexandre Tartara del 30 per cento delle quote sociali.
- Le diffide. Intanto sembra che oggi alcuni calciatori, attraverso i loro legali, abbiano inviato una comunicazione alla Covisod nella quale sarebbe ulteriormente specificato di non aver firmato alcuna liberatoria.
- I tifosi. Per ora i sostenitori dell’Olbia, preoccupati nella giusta misura per quanto sta accadendo, preferiscono attendere gli sviluppi e valutare la situazione al termine di questo percorso particolarmente accidentato. Tra di loro non mancano quelli che non solo si augurano ma sono convinti che sul filo di lana tutto si aggiusterà; altri invece immaginano sia meglio azzerare tutto, e ripartire con rinnovato entusiasmo anche da categorie inferiori.

