I paletti sono stati rimossi. Ora l’Olbia può guardare al futuro con un mezzo sorriso. La condizione essenziale – di cui qualche giorno fa abbiamo scritto in un post su Fb – era quella che l’era degli svizzeri alla guida di un club con 120 anni di storia gloriosa alle spalle si concludesse. Va quindi dato atto a Guido Surace, presidente della Swiss Pro (società che possiede il 70%dell’Olbia Calcio), del gesto di responsabilità che ha accompagnato le sue dimissioni, comunque tardive quanto essenziali per sperare in qualcosa di buono. Così come va segnalato il fatto che Benno Raeber – l’altro elemento di spicco – stia “per fare un passo indietro”, come è spiegato nella nota ufficiale della società. Torneremo tra poco su Surace, ma ora ci soffermiamo un attimo su Benno Raeber, il protagonista assoluto dell’ultima, pomposa quanto inutile conferenza stampa nel corso della quale sono stati annunciate novità di assoluto rilievo sul futuro del club dal punto di vista sportivo e non solo. Intanto c’è da rimarcare il fatto che Benno non è in città da diversi giorni e nessuno sa dire se e quando tornerà. Secondo una scuola di pensiero, potrebbe rientrare a breve; secondo un’altra versione, non si arrenderà facilmente e cercherà di resistere fino all’ultimo per restare a bordo di una navicella che ha seriamente rischiato di andare a fondo. Dal punto di vista operativo però – come fanno notare alcuni professionisti – Raeber non ha poteri operativi, essendo un semplice consigliere della Swiss Pro, mentre invece la rappresentanza legale è di Guido Surace, che nei giorni scorsi è stato oggetto di tante attenzioni, dopo il recupero sul fotofinish degli 82mila euro decisivi per la domanda di iscrizione alla serie D, grazie al superlavoro del consulente del club Giovanni Degortes, un olbiese molto legato alla sua città che vanta anche un passato da calciatore delle giovanili.

Il consulente dell’Olbia Giovanni Degortes

LE QUOTE. Alla fine di questa trattativa, con un regolare atto notarile, alcuni giorni fa le quote della Swiss Pro (ribadiamo: il 70% del totale, mentre il rimanente 30% è nelle mani dell’ex presidente Alessandro Marino, del vice Gianrenzo Bazzu e di Alexandre Tartara) sono state cedute a una figura terza. Si parla di un affermato professionista (qualcuno ipotizza che si tratti dello stesso Degortes, ma la notizia non è confermata) che ha il mandato in esclusiva di cedere le quote della Swiss Pro e dunque ha il compito di favorire l’ingresso nel club di eventuali acquirenti disposti a rilevare la proprietà dell’Olbia calcio.

I GRUPPI. Da giorni, a Olbia si rincorrono le voci più disparate sull’identità di uno, due, tre, quattro, chissà quanti gruppi pronti a subentrare alla gestione elvetica e si sa che molto spesso la fantasia può giocare brutti scherzi, al punto che si allontana dalla realtà. Comunque vediamo di riassumere.

Benno Raeber e Guido Surace

1) Per quel che risulta al sottoscritto, esiste un interesse da parte di un pool di imprenditori di peso ed esponenti del mondo della finanza non sardi che potrebbero farsi avanti anche in tempi brevissimi, ora che l’ostacolo della Swiss Pro è stato rimosso. La loro intenzione sarebbe quella di acquisire il 100% della società, e questo significherebbe che la trattativa riguarderebbe anche le quote in capo a Marino & co.

2) Non è un mistero che anche Roberto Felleca sia interessato alla stessa operazione: anche l’imprenditore di Selargius aspettava solamente che Surace e Raeber togliessero il disturbo. Felleca (che si avvarrebbe del lavoro di Ninni Corda, con il quale ha operato con successo a Como e a Foggia) quest’anno ha provato a interessarsi alle sorti dell’Ancona e del Taranto ma alla fine non si è arrivati ad alcun accordo. Non da oggi a lui stanno a cuore le sorti dell’Olbia e dunque potrebbe esserci una mossa da parte sua.

3) Secondo insistenti indiscrezioni, anche un gruppo di imprenditori locali che farebbero capo a un ex dirigente di una squadra gallurese (e a un prolifico bomber ex calciatore dell’Olbia) potrebbe farsi avanti, ma siamo veramente nel campo delle ipotesi.

I DEBITI. Quantificare i debiti non è impresa semplice. A parte gli stipendi di giugno (già scaduti), l’esposizione è molto rilevante. Solo il pignoramento presso terzi, depositato nel palazzo comunale di Olbia, ammonta a oltre 100mila euro, comprese le spese legali di uno studio di Milano. L’udienza è fissata per settembre. Hanno poi affidato la pratica ai loro avvocati il titolare dell’albergo di Arona nel quale l’anno scorso l’Olbia guidata da Marco Amelia ha svolto il ritiro e l’ex addetto stampa Massimiliano Varrucciu. Il compito principale di chi volesse assicurare un futuro all’Olbia sarebbe proprio quello di trattare con i creditori per evitare istanze di fallimento e altre azioni che sicuramente comprometterebbero tutto.

IL TECNICO. A tutt’oggi Lucas Gatti non ha ancora firmato il contratto che lo dovrebbe legare all’Olbia, dopo il roboante annuncio (da parte di Benno Raeber) del suo ritorno in città nel corso della già citata conferenza stampa. A questo punto non si esclude che Gatti non accetti, anche perché sarebbe assai contrariato dell’allontanamento del direttore tecnico Manuel Gonzalez, suo connazionale e soprattutto suo amico personale. Se così fosse, bisognerebbe trovare un altro allenatore.

IL DIRETTORE GENERALE. Al direttore generale Alessandro Giorgi ora spetterà il compito di mettere ordine a una serie di problemi, a partire dal ritiro (forse si potrebbe partire per Berchidda a metà della prossima settimana), e dalla squadra da fare quasi daccapo dopo numerose e importanti partenze.

IL TURCO E LE FAKE NEWS. Il castello ha seriamente rischiato di crollare, dopo il disimpegno di Murat Yilmaz, il finanziatore turco che ha garantito più volte la sopravvivenza dell’Olbia salvo poi interrompere i bonifici. E pensare che quando Moroseduto ha dato questa notizia VERA, la società ha smentito categoricamente e ha addirittura diramato un comunicato ad hoc nel quale si parlava di “diffamazione”, di “FAKE NEWS” e di “coloro che vogliono il bene dell’Olbia”. Menomale che il tempo è galantuomo e fornisce l’identità di chi vende fumo e dà notizie FALSE da chi invece cerca di raccontare la verità, a fronte di un attaccamento e un affetto infiniti nei confronti di una città e della sua massima espressione calcistica.