Cresce l’allarme a Villacidro per il destino del Liceo E. Piga, che rischia di perdere la propria autonomia dal prossimo anno scolastico, a causa dell’attuazione del Piano di Dimensionamento Scolastico previsto dal governo Meloni nel quale la Sardegna vedrebbe una notevole riduzione delle autonomie scolastiche che passerebbero da 234 a 225 nel 2025/2026, e a 220 nell’anno successivo. Una logica basata solo sul numero degli iscritti – un criterio miope, che non tiene conto delle specificità geografiche e sociali dell’isola – metterebbe, dunque, in pericolo il Liceo Piga il quale, con i suoi 390 studenti, non raggiungerebbe la soglia minima indicata.

Uno spiraglio si è aperto nelle scorse settimane quando il sindaco di Villacidro, Federico Sollai, e il commissario della Provincia del Medio Campidano, Roberto Cadeddu, sono stati ricevuti dalla Commissione regionale per la Pubblica Istruzione. L’incontro, richiesto con il sostegno dei consiglieri regionali Emanuele Matta e Gigi Piano, ha posto le basi per un possibile intervento.  Cadeddu ha ribadito il valore strategico del liceo: “Il Piga è l’unico liceo classico del Medio Campidano. Difenderne l’autonomia significa garantire un’offerta formativa di qualità e contrastare lo spopolamento culturale. Non possiamo costringere gli studenti a spostarsi a Cagliari o Oristano. C’è bisogno del sostegno di tutti per difendere un presidio educativo, sociale e culturale di eccellenza. L’autonomia del Liceo Piga è il futuro dei nostri giovani e del nostro territorio”. Sollai ha evidenziato, oltre al calo demografico, le difficoltà legate ai trasporti: “Il liceo è penalizzato dalla carenza di collegamenti con i paesi limitrofi. È necessario garantire corse regolari di andata e ritorno da Villacidro”. Il primo cittadino ha, poi, sottolineato l’impegno del Comune nel promuovere una riorganizzazione complessiva delle autonomie nel territorio, con una dirigenza scolastica stabile e vicina agli studenti. Dall’incontro è emersa una volontà condivisa: chiedere una proroga di un anno all’applicazione del piano nazionale, così da consentire alla Regione Sardegna di elaborare una legge quadro sull’istruzione, calibrata sulle peculiarità del territorio. Il percorso passa attraverso un emendamento al decreto “Milleproroghe”, da proporre con il sostegno dei senatori sardi, di maggioranza e opposizione. Obiettivo: ottenere una deroga per mantenere l’autonomia delle scuole con almeno 400/500 studenti, anziché i 800 imposti dal piano nazionale. Per rafforzare la proposta, si sta valutando di inquadrare il tema all’interno delle politiche per l’insularità, coinvolgendo anche la regione Sicilia, al fine di inquadrare apposite regole per i contesti isolani.