Finalmente siamo alle soglie di una vera rivoluzione del Sistema Sanitario sardo. Il 12 e il 13 giugno il partito della premier ha tenuto a Cagliari un importante convegno sui temi della salute, durante il quale sono emerse importanti proposte su sanità territoriale, liste di attesa, innovazione tecnologica e molto altro. E d’altra parte lo stesso governo, negli ultimi quattro anni, è stato prodigo di impegni e provvedimenti per venire incontro alle esigenze della popolazione. Anche la Regione Sardegna ha fatto la sua parte; solo negli ultimi 3 anni si contano quasi un centinaio fra assemblee, convegni, incontri con le istituzioni ed altre attività similari, che hanno affrontato tutte le criticità del settore.
Si può dire che il toro è stato preso per le corna, il mondo della politica e delle istituzioni ha messo in campo le migliori energie e tanti sforzi non potevano non produrre risultati all’altezza degli impegni e delle dichiarazioni di intenti; e adesso finalmente possiamo godere di un servizio sanitario efficiente e adeguato alle nostre necessità.
A partire del prossimo mese o giù di li l’attesa nei Pronto Soccorso non oltrepasserà le 2 ore e ogni ora di attesa in più sarà compensato con un biglietto gratis al concerto di Ferragosto o Capodanno.
Le liste di attesa per le visite specialistiche non potranno superare la settimana, e tali prestazioni verranno fornite a non più di 20 chilometri dalla propria abitazione, mentre i costi di trasferimento ad altra località saranno rimborsati dal Servizio Sanitario. Il bello è che i medici di base visiteranno i pazienti presso le loro abitazioni, mentre i malati di lunga degenza verranno curati a casa e non più negli ospedali.
Ma la vera chicca è un’altra: i sardi non dovranno più andare in continente per le cure oncologiche o per interventi particolarmente complessi, ma saranno curati in Sardegna e usufruiranno anche di trasporti gratis per spostarsi all’interno dell’isola. Oltretutto la Regione Sardegna non dovrà più pagare somme multimilionarie alle altre regioni per coprire le cure dei nostri malati, che finora erano costretti a rivolgersi a strutture sanitarie situate in continente. Addirittura si parla di malati che verranno a curarsi in Sardegna dalle altre regioni italiane e persino dall’estero, tanto che gli aeroporti sardi si stanno organizzando per far fronte a questi nuovi flussi di passeggeri.
Poi, oibò, sento mia moglie che mi scuote. “Guarda che devi andare dal nostro medico di famiglia. Se perdi questo appuntamento devi aspettare altre 3 settimane per farti ricevere”.
Mannaggia era solo un sogno. Bello, però.
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Le attese al Pronto Soccorso non supereranno le 2 ore: per ogni ora in più a tutti un biglietto gratuito per i concerti di Ferragosto e Capodanno…
“La riforma del Sitema sanitario sardo è ormai realtà: le liste di attesa per le visite specialistiche non potranno superare la settimana, e tali prestazioni verranno fornite a non più di 20 chilometri dalla propria abitazione. Mannaggia, poi mi sono reso conto che era un sogno. Bello, però”
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