Una folla in visibilio. Almeno duemila persone con generose e ripetute standing ovation. Emozioni a non finire, il sogno di sentirlo cantare dal vivo che si realizza. Questa la gioiosa sintesi del concerto di altissimo livello artistico di Francesco de Muro, un Tenore con la maiuscola, un talento allo stato puro, sostenuto da una passione e un amore per la musica a tutto tondo che hanno pochi uguali nel mondo. Sembrava non finisse più la performance dell’artista di Porto Torres. Accompagnato al pianoforte dal maestro James Vaughan, ha commosso tutti (non solo i fortunati che hanno occupato le 1200 sedie sistemate dall’Aspo) quando ha sottolineato che “qui mi sembra di cantare davanti a mia madre”.

Pubblico entusiasta, dunque, per una serata indimenticabile condotta dal sempre brillante (e con i congiuntivi al posto giusto: il che non guasta) Giuliano Marongiu, con la vicesindaca Sabrina Serra (outfit nero) a far da padrona di casa (Nizzi non c’era). Il grazie va tutto alla Fondazione Bernardo Demuro che ha lavorato assai per portare a Olbia il tenore turritano celebrato nei teatri più importanti del mondo (Scala, Metropolitan di New York su tutti), entusiasta anche lui per la scelta di una splendida location come la piazza antistante la basilica di San Simplicio. Molto felici anche i sindaci del territorio, tutti accompagnati dalle consorti, a dimostrazione del fatto che anche con la musica si possono fare le prove generali di Provincia unita.
Francesco de Muro ha regalato quasi due ore di musica di altissimo livello dividendo la serata in tre parti: solo nella terza ha eseguito brani tratti attinti dalla lirica come “Nessun Dorma“, “Che gelida manina”, “La donna è mobile” mentre nelle prime due ha regalato a un’attentissima platea il meglio di alcuni pezzi popolari e una serie di canzoni napoletane come“Torna a Surriento”, “A Vucchella“, “Passione“, “U surdato nnammurato” e la popolarissima “O sole mio“. Per finire, un omaggio ad alcuni. canti galluresi e corsi con l’accompagnamento di un amico chitarrista. Applausi a scena aperta.


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