Con l’avvicinarsi delle prime elezioni del consiglio provinciale della nuova Provincia Gallura-Nord Est Sardegna, si è riacceso il dibattito sul nome del nuovo ente. C’è chi propone di affiancare a “Gallura” anche “Monte Acuto”, chi preferisce mantenere la formula neutra “Nord Est Sardegna”, chi vorrebbe sostituirlo con il richiamo ai due capoluoghi storici e chi, infine, propende per la sola denominazione “Olbia”, oggi il centro più importante e popoloso. L’idea di utilizzare entrambi i capoluoghi era nata per evitare che uno prevalesse sull’altro: pur essendo Olbia il centro maggiore, non si è mai voluto fare questa scelta per non acuire divisioni all’interno del fronte che portava avanti la creazione della nuova Provincia. Alla fine si è optato per la denominazione “Gallura”, accompagnata dalla dicitura “Nord Est Sardegna”, in considerazione del fatto che all’interno del nuovo ente rientrano anche porzioni di altre regioni storiche.
La Gallura è però l’unica regione storica interamente compresa (ad eccezione di Viddalba) nel nuovo ente. Conta circa 140 mila abitanti distribuiti su 2.300 km², pari a quasi il 90% della popolazione e due terzi del territorio complessivo. Con sé porta entrambi i suoi capoluoghi storici, Olbia e Tempio, poli amministrativi e identitari che hanno guidato il territorio in epoche diverse.
Non è solo una questione attuale. La Gallura è stata nel Medioevo una vera e propria entità autonoma, uno stato sovrano: il Giudicato di Gallura, esistito tra l’XI e il XIII secolo, mantenne la sua denominazione per quasi tre secoli. Il suo territorio era allora più esteso a sud, fino a includere la Baronia, ma non comprendeva il Monte Acuto, che apparteneva al Giudicato di Torres. Una conferma che la Gallura ha radici politiche e culturali precise e continue. Altre importanti realtà hanno contribuito alla nascita della nuova Provincia: Budoni, storicamente baroniese (anche se geograficamente non del tutto), e sei comuni del Monte Acuto (Buddusò, Ala dei Sardi, Berchidda, Monti, Oschiri e Padru), con circa 20 mila abitanti e oltre 1.100 km². Numeri che arricchiscono il quadro, senza però scalfire la centralità gallurese. Parlare di statistiche non è mai piacevole, ma serve a mettere a fuoco la questione: la Gallura rappresenta l’ossatura storica, culturale e demografica della nuova Provincia.
Neppure la dicitura “Nord Est Sardegna” appare del tutto adeguata: è una formula neutra che annacqua le identità, riducendole a semplici punti cardinali. Resta però un compromesso accettabile, un’aggiunta pensata per includere. La denominazione della nuova provincia, con la specifica indicazione della “Gallura” non esclude nessuno: riconosce piuttosto l’anima unitaria e coesa che, compatta, si è battuta per la creazione della nuova Provincia. Ed è proprio per questo che il nome scelto rappresenta la migliore soluzione possibile: quella che restituisce dignità a un territorio storico che da decenni cerca di essere riconosciuto.

