Le immagini sono eloquenti, parlano da sole. Chi pensava che Olbia non fosse sensibile ai richiami internazionali per spezzare il genocidio in atto a Gaza è rimasto fortemente deluso. La città ha risposto al di là di molte aspettative, e un fiume umano di un migliaio di persone stamattina ha inondato pacificamente il centro della città gallurese.

Il corteo, formatosi in occasione dello sciopero generale indetto da Usb, partito da piazza Crispi e poi arrivato di fronte al palazzo municipale, è stato promosso da Non una di meno e Pride infogau e ha visto la partecipazione di numerose associazioni, a partire da Prospettiva Donna che ieri aveva lanciato un caloroso appello alla partecipaione. Presenti molti studenti in particolare del liceo “Lorenzo Mossa” e dell’Ipia, famiglie con bambini, soprattutto gente comune spinta, in piazza dal proprio animo sensibile, al di là di questioni o contrapposizioni politiche.

Scanditi numerosi slogan, a partire da “Palestina Libera“, per continuare con “Olbia sa da quale parte stare“, “Fuori i criminali di guerra” e con ripetuti appelli alla pace. La manifestazione si è aperta con gli interventi di Ester Deriu e Simona Bourala, mentre Paola Columbano ha sottolineato: “I nostri governi hanno taciuto di fronte al fatto che decine di migliaia di bambini siano morti in mezzo alle bombe”.