L’Italia è il paese che amo” non è una battuta elettorale alla Berlusconi.
In effetti nel nostro Paese non si vive tanto male, godiamo di garanzie sancite dalla costituzione, e qui da noi il popolo è sovrano, cioè decide del proprio destino. Eppure qualche giorno fa mi ha sorpreso la pubblicazione di una circolare del Ministero degli esteri, indirizzata a tutte le Regioni che sconsigliava caldamente di assumere medici cubani, perché il governo degli Stati Uniti riteneva che questi professionisti fossero tenuti dal loro governo in stato di schiavitù, come a dire meglio far aspettare i pazienti, anche quelli gravi, piuttosto che dare un dispiacere a Washington.
Vabbè, d’altra parte sono i nostri liberatori e siamo tenuti a compiacerli, anche se si tratta di rinunciare a un po’ di sovranità. Magari ci piacerebbe sapere quanti ordigni nucleari i nostri amici hanno in Italia, ma capisco che queste sono cose che non si possono discutere in pubblico e sicuramente i nostri governi sanno quel che fanno. Certo mi stupisce un po’ il fatto che, nonostante la maggioranza dell’opinione pubblica stigmatizzi gli eccidi a Gaza, il nostro governo, come d’altra parte tutti quelli dei Paesi occidentali, sia pappa e ciccia con Israele e abbia con questo Paese strettissimi legami economici, finanziari, tecnologici e persino militari. D’altra parte, non è che si possa consultare ogni volta l’opinione pubblica. E infatti non si può chiedere alla gente se preferisce gli Ospedali alle armi, si sa che siamo pieni di gente lagnosa che si lamenta sempre di bassi salari e cattiva sanità e non pensa alle sacre frontiere della patria. Oltretutto molto spesso i nostri governi devono prendere delle decisioni impopolari, perché ce lo chiedono l’Europa e la Banca Centrale Europea e noi sappiamo che lo fanno per il nostro bene. Oltretutto col debito che ci ritroviamo non è che ci si possa permettere di fare tutto ciò che vogliamo; bisogna tener conto di cosa ne pensano i mercati e, come è noto, i grandi gruppi finanziari non è che siano tenuti a priorizzare gli interessi dei popoli, in quanto la loro finalità, direi istituzionale, è quella di far quattrini. Adesso che mi ricordo, qualche volta, poi, capita anche che i risultati dei referendum vengono poi stravolti dai partiti, che fanno il contrario di quanto deciso dagli elettori.
Ma comunque c’è libertà di stampa, anche se i soliti maligni insinuano che giornali e tv appartengono tutti a tre o quattro gruppi finanziari e che quindi, sempre secondo loro, l’informazione è quasi sempre pilotata.
Ohibò, forse in fin dei conti, se ci penso bene, non è che il popolo sia tanto sovrano. Non sarà per questo che metà degli aventi diritto non va più a votare?