“A distanza di oltre quattro mesi, la Regione Sardegna non ha ancora dato il via libera all’insulina settimanale, disponibile in tutto il resto d’Italia. La Sardegna, regione nella quale i pazienti diabetici sono in numero di molto superiore rispetto al Paese, indossa la maglia nera anche un questo caso. E pensare che a giugno, l’assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi aveva assicurato che tutto si sarebbe risolto “nel giro di qualche settimana”. La lettera è di un gruppo di diabetici sardi che segnalano l’ennesimo ritardo nell’erogazione di farmaci o servizi sanitari legati a questa diffusissima patologia. Qualcuno l’aveva definita una “rivoluzione” per 1,3 milioni di italiani, cioè per tutte le persone che convivono con il diabete e costrette a sottoporsi a iniezioni quotidiane di insulina. Ecco, secondo quanto annunciato a Roma l’11 giugno scorso in una conferenza stampa convocata ad hoc, sarebbe stata disponibile nel nostro Paese “la prima insulina a somministrazione settimanale per il trattamento di soggetti con diabetici di tipo 1 e di tipo 2 che richiedono più di un’iniezione di insulina al giorno”. “Dopo l’approvazione di questa nuova tecnologia da parte dell’Agenzia italiana del farmaco – fu annunciato pomposamente in quell’occasione, sarà possibile per i pazienti passare da 365 iniezioni di insulina all’anno a 52. Significa avere la possibilità di gestire il diabete con una sola iniezione a settimana anziché 7, con un miglioramento della qualità della vita, una potenziale maggiore aderenza terapeutica e anche un beneficio ambientale. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato dichiarò: “Per i pazienti diabetici, la possibilità di passare dalla somministrazione quotidiana dell’insulina basale a quella settimanale rappresenta un progresso concreto in questa direzione”. L’innovazione quindi è stata considerata una priorità di salute per il Paese sia dalle autorità sanitarie che dalla comunità scientifica. L’Italia è, infatti, il primo Paese in Europa ad aver completato il processo per l’accesso a questa novità, a meno di un anno dalla sua approvazione in Europa.

Peccato però che a tanto trionfalismo non si sia mai accompagnata la notizia della effettiva disponibilità della insulina settimanale in Sardegna, regione nella quale risiedono circa 130mila diabetici, di cui 13mila di tipo 1 insulinodipendenti (12mila adulti più di 1500 bambini e adolescenti). I centri diabetologici della Regione non hanno ancora la possibilità di inserire nel piano terapeutico dei loro pazienti questo tipo di insulina proprio perché l’assessorato regionale alla Sanità non ha ancora sbrigato tutta la procedura, a differenza di molte altre regioni italiane nelle quali il prodotto viene regolarmente prescritto ai soggetti diabetici. A suo tempo, cioè quattro mesi fa, l’assessore Armando Bartolazzi, interpellato sulla disponibilità dell’insulina settimanale in Sardegna, ipotizzò un periodo di “qualche settimana”. Complimenti per aver mantenuto la parola.


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